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Angelica Villa

3 settimane fa
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Qui la mia lettera di saluto, letta in occasione dell'attivo del 28 giugno.

Caro 02PD,

questa sera, in qualche modo, si conclude un pezzo della mia storia con voi.

Voi, voi vi ho incontrati in un pomeriggio di Maggio del 2011. Faceva caldo, non questo caldo torrido e insopportabile, ma ricordo che Cecilia, proprio fuori da 02, sventolava energicamente dei volantini per rinfrescarsi. Quei volantini avevano stampata la faccia sorridente e nello stesso tempo seria di Pierfrancesco Maran, il candidato giovane e talentuoso che la ragazza con i capelli di fuoco mi aveva indicato come oggetto del mio impegno assoluto per i successivi due mesi. Mesi di campagna elettorale, intensi, stancanti, magici, determinanti. 

Poi, poi mi avete fatto innamorare. Innamorare del vostro progetto, del vostro entusiasmo, dei papion di Alberto Provenzali, della vostra passione per il bene comune, del volto senza età di Luca La camera, delle lamentele e le liti di Giacomo e Cecilia, della generosità senza limiti degli aperturisti, del vostro mondo in cui lo scambio intergenerazionale era sincero e arricchente,delle spigolosità e del fuoco di Paola Ferri, del fare affascinante da filosofo di Dario Forti, del coraggio e della forza della nostra Rietta, dell’energia della  coppia Boniolo- Sorrenti,e di tutti gli altri. Insomma di questo Circolo.

Nonostante questo amore, la segretario di allora, la nostra “Finalmente Lia”, ha sudato per farmi fare la tessera, perché insomma c’era anche Nichi Vendola, e insomma io al liceo ero la rappresentante d’istituto che aveva guidato la prima occupazione, e insomma la tessera era proprio segno di unqualcosa di grande. Palla fine  ho però deciso di affrontare di petto questo qualcosa di grande, questa appartenenza politica al Partito Democratico. Ho lottato per la candidatura di Lia, ho messo tutto il mio impegno per la campagna di Pietro alle regionali, ho sostenuto questo partito mettendo in campo la mia energia e tutte le mie idee per innovare il modo di fare politica, a partire dall’esperimento della piattaforma di partecipazione online e dal mio impegno per portare il Circolo in prima linea nel progetto Luoghi Ideali di Fabrizio Barca, grazie al lavoro e al sostegno di Silvia  Ferrari e Mario Sartori.

Finché è arrivato il giorno in cui ho guardato negli occhi Emanuele Lazzarini, e gli ho confessato con estrema decisione che credevo di essere pronta per fare il segretario di questo circolo. Così, nel gennaio 2015, dopo un congresso duro e lacerante,vinto grazie ad un gruppo ampio e trasversale che mi ha dato piena fiducia nonostante fossi marchiata di civatismo, sono diventata il vostro segretario.

Abbiamo fatto cose molto belle insieme, piccole e grandi. A partire da quel lavoro meticoloso e molto umano che ci ha permesso di ricucire le fratture del dopo-congresso.

Abbiamo fatto politica e spesso ci siamo anche divertiti:  grazie a Dario Maggi abbiamo inventato gli 02 cafè, momenti di approfondimento e di studio, abbiamo lanciato il palinsesto GNAM esplorando nuovi luoghi della città e temi innovativi, abbiamo coinvolto tanti giovani che oggi sono fondamentali nella squadra della federazione (come Gaia e Nicolò), abbiamo fatto vero policy making lanciando un tema politico originale e dirompente come è quello della felicità pubblica, tema che è stato accolto dall’amministrazione del municipio,da cui è nata una delega dell’assessore Luca Costamgana e un’associazione, Manuia, di cui sono la fondatrice. Abbiamo vinto le elezioni amministrative, portando alle istituzioni tutti i nostri candidati, sia al Municipio che al Comune. Tutto questo lo abbiamo fatto insieme. Insieme a voi iscritti e al coordinamento.

Ma oggi, salutandovi, non posso nascondervi che in questi anni ho anche sofferto molto. Ho sofferto dello sforzo, a tratti estenuante, di tenere insieme i pezzi, incapace di arrendermi  davanti alle fratture che si allargavano, coltivando sempre la speranza di lavorare in modo costruttivo con tutti, prendendoci cura l’uno dell’altro. Ho sofferto per i forti attacchi personali ricevuti all’inizio del mio mandato da parte di alcuni, ho sofferto nel perdere rapporti politici e d’amicizia con alcuni tra coloro che non hanno vissuto serenamente la candidatura di Angelica Vasile in Consiglio Comunale, ho sofferto nel non essere spesso riconosciuta all’altezza di chi mi ha preceduto, qualche volta ho sofferto anche di solitudine. Ma cos’è questo, se non fare politica? Cos’è questo se non crescere?

Tornando alla cronologia e venendo al punto, l’estate 2016, carica della vittoria elettorale milanese, ha lasciato il posto all’autunno, il quale ha portato con sè i miei studi  magistrali da completare, un nuovo bellissimo e ingombrantissimo lavoro nel mondo dell’arte e della creatività, una grande difficoltà nella  gestione quotidiana della complessità del circolo, alcuni rapporti deteriorati dagli attriti della campagna elettorale ed infine, non vi nascondo, una crescente senso di confusione nel comprendere la direzione del nostro Partito al livello nazionale. Le dinamiche interne sempre più conflittuali, la comunicazione aggressiva, un clima in cui il pensiero critico sembra spesso essere il nemico, una maggioranza spesso arrogante e una minoranza spesso distruttiva, un senso di scollamento con il paese, una leadership nazionale -non lo nego- distante dal mio approccio di guida condivisa.

E dico tutto ciò riconoscendo una positiva discontinuità a livello locale e nel nostro Circolo: il fatto stesso di aver fatto parte della mozione Orlando a fronte di una larga maggioranza ottenuta da Renzi a 02PD, non ha pregiudicato la vostra fiducia nei miei confronti e non ha fatto venire meno il vostro supporto. E di questo vi sono molto grata.

Vero è che tutti questi fattori, uniti al mio impegno professionale sempre più impegnativo, hanno drenato le mie energie, portandomi alla consapevolezza di non essere più la persona adatta per guidare con forza e dedizione questa comunità nelle imminenti sfide che la attendono.

Con questo  -lo voglio sottolineare molto chiaramente- non sto gettando la spugna, non mi sto arrendendo, non smetto e non smetterò mai di fare politica perché questa tensione verso la collettività e verso il miglioramento dell’esistente fa parte della mia essenza. Quella di oggi, quindi, non è tanto una ritirata politica, quanto un regalo che faccio a me stessa, il regalo di un momento per capire in che forma e luogo il mio contributo possa ancora essere utile.

D’accordo con il coordinamento, lascio il circolo nelle mani di Francesco Ascioti, uno degli amici che più mi è stato al fianco negli ultimi mesi, persona energica , determinata,  già protagonista di tanti progetti che hanno contraddistinto l’attività del circolo nell’ultimo periodo. A Francesco va il mio più grande in bocca al lupo, nella certezza che saprà guidare al meglio la nostra comunità in questa fase delicata.

Io non finirò mai di ringraziarvi, per tutto quello che mi avete insegnato.

Mi scuso per la “nudità” di questa lettera, ho provato a scrivere qualcosa di più formale, ma questo è quello che è uscito dal cuore, ed è giusto che vi arrivi così com’è.

Nella speranza di avervi lasciato qualcosa di buono,

con tutto il mio affetto

Angelica

avatar Alberto Provenzali 3 settimane fa
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Grazie Angy! Per le riflessioni, la sincerità, il lavoro, l'affetto un bacio Alberto