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Giuseppe Argentieri

3 anni fa
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LUNEDÌ 9

 

Ballottaggi, trionfo M5S a Livorno
Il Pd tiene Bari, Pescara e Modena
(La Stampa)

Dopo la volata di due settimane fa, il centrosinistra perde quattro storiche roccaforti di sinistra, Livorno, Padova, Perugia e Potenza, di cui le ultime due sono anche capoluoghi di regione. Ma strappa importanti città al centrodestra: Bergamo, Biella, Cremona, Verbania, Pescara, Vercelli e Pavia. 

Speciale risultati 

Ballottaggi, senza Rendi il Pd vince a fatica

Perché la Rai deve cambiare
di Roberto Perotti (lavoce.info)

Un’indagine di Inflection Point condotta nel 2013 mostra che la percentuale di intervistati che ritengono i programmi della TV pubblica “molto buoni” in Italia è la più bassa (meno del 5 percento) fra tutti i 14 paesi del campione.

Ma questa è una misure “qualitativa”, per quanto interessante. È possibile fare un’analisi più “quantitativa”? Come sempre, può aiutare un confronto con un’azienda simile in un altro paese. La BBC è un termine di paragone molto utile, perché è forse la televisione pubblica con la reputazione più solida in tutto il mondo. Le sue news a pagamento raggiungono 330 milioni di famiglie e sono visibili in 1,8 milioni di camere d’ albergo; e nella stessa indagine citata sopra, la percentuale che ritiene i programmi della BBC “molto buoni “ è oltre il 30 percento, la più alta del campione.

L’Italia? Non è un Paese per imprenditori
di Nicola Di Turi (Wired)

L’ultimo report Ernst&Young non fa sconti all’Italia: poco supporto a chi vuol fare impresa e una fiscalità non favorevole. Si salva (un po’) la spesa pubblica

L’Italia? Non è un Paese per imprenditori. Alta pressione fiscale, stretta nell’accesso al credito e la corruzione, da buon ultima, a disincentivare ancor di più gli investimenti nel nostro Paese. Tutti fenomeni conosciuti, certo. Ma a dare un’ulteriore conferma di un’Italia da considerarsi terra straniera per l’impresa, arriva l’EY G20 Entrepreneurship Barometer. Il rapporto, redatto da Ernst&Young, prende in considerazione i cinque parametri fissati per stilare la classifica dei Paesi più “attraenti” per l’impresa, l’Italia si ritrova a combattere sempre in zona retrocessione.

Benigni e Scalfari tra politica e poesia (con selfie)
di Michela Scacchioli (Repubblica)

Il premio Oscar: "Teatro pieno, i sondaggi lo davano vuoto". L'omaggio a Troisi. Il fondatore di Repubblica si commuove per Berlinguer. Il dialogo è un'esplosione di gioia, tra comicità irriverente e lucida analisi del presente. Filo conduttore: gli scandali e la corruzione. Le battute: da Argù allo 'scalfie' alla Cappella Sistina

Piano della Bce, tre cose da sapere
di Andrea Telara (Panorama)

Cartolarizzazzioni, Tltro, asset backed securities (Abs), tassi zotto lo zero e quantitative easing. Sono le parole-chiave per capire il piano messo in cantiere ieri dal presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, per scongiurare il rischio di deflazione e dare una spinta all'economia dell'Eurozona. Ecco, nel dettaglio, le cose da sapere per capire meglio i programmi della Bce.

L’attacco all’aeroporto di Karachi, in Pakistan
(Il Post)

La sera di domenica 8 maggio un gruppo di dieci uomini armati ha attaccato un terminal dell’aeroporto di Karachi, un’estesa città di 23,5 milioni di abitanti nel sud del Pakistan. L’attacco è iniziato attorno alle 23.30 locali (le 20.30 italiane) ed è durato circa cinque ore, anche se intorno alle sette del mattino ora italiana si sono sentiti di nuovo spari ed esplosioni provenire dalla struttura.
Nel corso dell’attacco sono morte fin qui almeno 27 persone, fra cui tutti e dieci gli attentatori e dieci membri del corpo di sicurezza dell’aeroporto, che è il più grande e trafficato del paese. Il terminal attaccato non è di norma utilizzato per voli commerciali, né sono stati attaccati alcuni voli in particolare: un portavoce dell’esercito ha detto che tutti i passeggeri dei voli di linea presenti in aeroporto sono riusciti a lasciare illesi l’edificio.
L’attacco è stato rivendicato dai telebani del Pakistan, alleati di quelli – più noti – dell’Afghanistan. Un loro portavoce ha detto a Reuters che «questo è stato un messaggio al governo pakistano per far capire loro che siamo ancora attivi, e che abbiamo reagito ai bombardamenti contro persone innocenti avvenuti in alcuni villaggi».

Il Papa: «Per la pace ci vuole coraggio, molto più che per la guerra»
di Andrea Tornielli (La Stampa)

«È nostro dovere far sì che il sacrificio delle vittime della violenza non sia vano, i nostri figli sono stanchi e sfiniti dai conflitti». Papa Francesco invoca da Dio la pace per la Terra Santa, ma accompagna la sua preghiera a un richiamo potente alla responsabilità personale di tutti e in particolare di coloro che hanno il potere di far ripartire il negoziato. È un pomeriggio caldo e assolato, israeliani e palestinesi, rappresentati dai loro due presidenti Shimon Peres e Abu Mazen, sono insieme nel giardino triangolare accanto alla Casina Pio IV in Vaticano. Insieme a pregare per la pace, invitati dal vescovo di Roma, in presenza del Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo.

Siria, così muore una nazione
Dossier del Sole 24 Ore

 

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