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Giuseppe Argentieri

3 anni fa
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VENERDÌ 16

 

 

Renzi: nessuna manovra correttiva nel programma del Governo.
Il bonus da 80 euro? Resterà per sempre 
(Il Sole 24 Ore)

Nessuna manovra correttiva nel programma del Governo. A escluderlo in maniera categorica, dopo le notizie molto negative sul Pil italiano, è il premier Matteo Renzi, intervistato questa mattina da Alessandro Milan a Radio24. «Di solito - spiega il premier - le manovre si fanno per mettere nuove tasse. Quello che è accaduto nei primi 70 giorni di governo è che si è fatta una manovra non per mettere nuove tasse ma per cancellare un po' di tasse a chi non arriva alla fine del mese». Il bonus degli 80 euro sono «una misura anticiclica» che «resterà per sempre». Il prossimo anno, passando dalla legge di Stabilità, assicura poi Renzi, sarà estesa a partite Iva, pensionati, incapienti.

L'avanzata di Grillo Masaniello
di Elisabella Gualmini (La Stampa)

I l duello tra Renzi e Grillo è anche uno scontro tra Nord e Sud. Gli ultimi dati disponibili in vista delle europee registrano un’avanzata di Grillo nel Sud e, quasi parallelamente, un incremento di consensi per Renzi nel Nord. Tanto che i due contendenti stanno cercando di incrementare la loro presenza proprio dove più si manifestano i segnali di debolezza.
Se le previsioni fossero confermate, si proporrebbe un forte dualismo tra un Sud movimentista e un Nord governativo. Un Meridione di lotta e un Settentrione di governo. Sono tante le condizioni che potrebbero favorire una (piccola o grande) slavina del nuovo Masaniello e della sua rivolta contro uno stato che nel Sud «non si è mai visto, che ha fatto solo cattiverie e che si manifesta con un poliziotto antisommossa o con una cartolina nella buca della posta».

Tutti a favore dell'arresto
Ma i M5S non rinunciano al teatrale attacco al Pd
di Mattia Feltri (La Stampa)

La procedura, a lungo vibrante come la stesura di un atto notarile, si è conclusa alle 18,12: Francantonio Genovese (Pd) è il secondo deputato nella storia della Repubblica - dopo Alfonso Papa nella scorsa legislatura - a finire in galera preventiva per imputazioni non di sangue, armi o terrorismo. L’uomo si abitua a tutto, figuriamoci i parlamentari: il pomeriggio in cui si decretò la detenzione di Papa fu percorso da una tensione spossante, e svanì in lacrime e silenzi; stavolta si è oscillati fra la sceneggiata e l’iter protocollare.

Che schifo quel voto di scambio di Renzi e Grillo sulla pelle di Genovese
di Giuliano Ferrara (Il Foglio)

La decisione di far arrestare il deputato democratico deriva solo dalla giostra giustizialista intorno alla gogna pubblica

Parla Giovanni Fiandaca, candidato Pd: è (finalmente) una svolta sul giustizialismo?
di Piero Sansonetti (Gli Altri)

Giovanni Fiandaca è un signore di 67 anni, siciliano, ordinario della cattedra di diritto penale a Palermo, studioso, giurista, appassionato di politica. Ha una lunga carriera alle spalle, ha partecipato anche alla commissione-Pisapia, che qualche anno fa – ai tempi del governo Prodi – tentò inutilmente di riformare il codice penale. Ha studiato e scritto molto sulla mafia, su come conoscerla, su come combatterla. Ha polemizzato, quasi da solo, contro quelli che hanno costruito ed esaltato il processo sulla famosa trattativa Stato-mafia di una ventina d’anni fa. Fiandaca è un garantista ed è un tipo al quale non piace che le grandi battaglie politiche e morali siano trasformate in “affari” o, nel migliore dei casi, in “liturgie” senza contenuto. Ora Fiandaca, a sorpresa, è candidato per il Pd alle elezioni europee nella circoscrizione delle isole. Non so da quanto tempo la sinistra non presentava un garantista alle elezioni, senza nasconderne il profilo, anzi quasi facendone una bandiera (l’ultimo che ricordo è Giuliano Pisapia, che fu presentato da Rifondazione al Parlamento: ma è passato tanto, tanto tempo da allora…). Ora mi domando: è una novità importante, la candidatura Fiandaca, è il segno di un cambiamento in corso, cioè annuncia la fine di quella valanga forcaiola che negli ultimi vent’anni almeno ha travolto la sinistra italiana, o invece è solo un bagliore nella notte? Chissà.

Il governo europeo sbarca in città: per sei mesi in Fiera i consigli dei ministri
(Il Giornale Milano)

Sarà il MiCo, il centro congressi di Fiera Milano, ad ospitare gli incontri ministeriali previsti nel semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell'Unione Europea. Si partirà ai primi di luglio con la riunione dei ministri europei della Giustizia e degli Affari interni, per proseguire con la Cooperazione e Sviluppo, l'Ambiente, il Lavoro, la Difesa, le Infrastrutture e Trasporti, l'Energia. L'agenda degli appuntamenti al vertice, che si estende su quattro mesi, è molto densa e sarà coronata a metà ottobre dal decimo Vertice dei capi di Stato e di Governo dell'ASEM (Asia-Europe Meeting), il forum euro-asiatico di cui fanno parte Unione Europea, ASEAN (Associazione delle nazioni del sudest asiatico) ed altri Paesi, tra i quali Australia, Cina, Corea, Giappone, India e Indonesia. 

Quartiere Adriano Milano, tra amianto e promesse incompiute. La periferia dimenticata dal comune
(Cronaca Milano)

Doveva essere lo specchio di una nuova progettualità architettonica, ispirata ai più moderni dettami costruttivi, in cui paesaggio e funzionalità degli spazi, perfettamente integrati tra loro, avrebbero dovuto dar vita ad un’area urbana fiore all’occhiello della Milano del futuro. Un nuovo quartiere esteso su una superficie di circa 300.000 mq che, oltre alle soluzioni abitative e agli edifici destinati al terziario, avrebbe avuto come elemento caratterizzante un grande parco super attrezzato di oltre 150.000 mq. E non solo: anche piazze, giardini, piste ciclabili, romantici percorsi alberati e un’ampia zona commerciale. Tutto avrebbe concorso a creare un nuovo concetto di insediamento urbano, lo “spazio ideale” in cui far crescere i propri bambini o invecchiare serenamente.

Sudan, Meriam deve vivere
(Avvenire)

Nei giorni in cui il mondo intero celebra la Festa della mamma, un giudice sudanese ha condannato a morte una giovane madre cristiana, ritenendola colpevole di apostasia. La sentenza è stata emessa il 5 maggio, ma se ne è avuta notizia solo adesso. La donna, tra l'altro, ha già passato diverso tempo in carcere. È stata arrestata nell'agosto dello scorso anno e incriminata per apostasia rispetto all'Islam lo scorso febbraio. Dopo la sentenza, l'11 maggio, il giudice le aveva offerto la salvezza in cambio della conversione all'Islam. Tre giorni per pensarci. Ma il 14 maggio, di nuovo davanti al magistrato, Meriam ha rifiutato di rinnegare la fede in Cristo. 

Putin scrive ai leader europei: da giugno consegnamo solo gas prepagato
di Antonella Scott (Il Sole 24 Ore)

Il tempo stringe: Mosca e Kiev hanno una quindicina di giorni per trovare un'intesa (almeno) sul fronte del gas, sui debiti ucraini e il prezzo delle forniture. Il governo ucraino, per voce del viceministro dell'Energia Ihor Didenko, ha definito il prezzo portato da Mosca da 268,5 a 485 dollari per mille metri cubi «fuori mercato, di monopolio e ingiusto». Gazprom, da parte sua, ricorda il debito di 3,51 miliardi, e la decisione di procedere a ulteriori consegne solo dietro pagamento anticipato. A partire, appunto, dall'inizio di giugno.

Intervista a Massimiliano Parente
di Moreno Pisto (Write and Roll Society)

«Venni a sapere che un’equipe stava traducendo lo Zibaldone di Leopardi in inglese, cosa mai stata fatta fino ad allora, pensa un po’, e si erano fermati perché non avevano più fondi. Io proposi a L’espresso di lanciare un appello agli imprenditori italiani e loro sai cosa mi risposero? Che non era abbastanza pop. Proprio loro, che pretendono di dare lezioni sul giornalismo di qualità. Alla fine l’appello l’ho lanciato su Libero». Risultato? «Mi chiamò Gianni Letta dicendomi che il progetto lo avrebbe finanziato Berlusconi, il quale nel giro di una settimana mandò un bonifico di 100mila euro. La cosa fantastica è che questi qui si sono presi i soldi, hanno terminato la traduzione, ma hanno rinnegato Berlusconi, che non ha mai ricevuto una copia né figura fra i finanziatori».

 

 

 

GIOVEDÌ 15

 

Il pil torna negativo -0,1% nel primo trimestre
(Ansa)

Il Pil dell'Italia torna negativo nel primo trimestre del 2014,segnando un calo dello 0,1% rispetto al trimestre precedente che si era chiuso con una crescita dello 0,1%. Lo comunica l'Istat precisando che su base annua il Pil è diminuito dello 0,5%. Il primo trimestre del 2014, sottolinea l'Istat nelle stime preliminari, ha avuto una giornata lavorativa in meno del trimestre precedente e una giornata di lavoro in meno anche rispetto al primo trimestre del 2013. Considerano l'andamento degli ultimi periodi (-0,1% nel terzo trimestre 2013, +0,1% nel quarto trimestre 2013 ed ora -0,1% nei primi tre mesi del 2014), i tecnici dell'Istituto di statistica evidenziano una fase "sostanzialmente di stagnazione" dell'economia italiana.

Decreto lavoro, oggi il sì della Camera
di Andrea Sarubbi (La Stampa)

Alla Camera è il giorno del via libera al decreto lavoro. Il lunghissimo dibattito sugli ordini del giorno al dl si era conclusono ieri sera con una polemica sull’altro argomento in calendario: l’autorizzazione a procedere nei confronti del deputato Pd Genovese.

I Cinquestelle, che avevano accusato per tutto il giorno Sel di voler proteggere il Pd rinviando il voto sull’arresto del deputato con il proprio ostruzionismo, hanno infatti chiesto la seduta fiume, ma l’Aula ha detto di no.

 

Dl droga è legge dopo sì del Senato alla fiducia
(Repubblica)

Il decreto legge si era reso necessario dopo la sentenza della Corte costituzionale che aveva 'cancellato' la legge Fini-Giovanardi. Nel nuovo testo, torna la distinzione fra droghe leggere e pesanti e sulla cannabis, al centro di molte polemiche, distingue tra quella naturale, inserita nella tabella delle droghe 'leggere', e quella chimica che invece è nell'elenco delle sostanze 'pesanti'. La distinzione ha valore soprattutto ai fini della sanzione penale.

Divorzio breve, primo via libera. Il 26 in aula
(Avvenire)

​Via libera della commissione Giustizia della Camera al disegno di legge per il divorzio breve che andrà in aula il 26 maggio. Il testo, approvato a larga maggioranza dai componenti della commissione, prevede una riduzione dei tempi della separazione: dai tre anni previsti attualmente a dodici mesi in caso di contenzioso e a sei per quella consensuale, indipendentemente dalla presenza o meno di figli.

Governo Renzi alla prova del fact checking: quali promesse sono diventate realtà
di Marco Quarantelli (Il Fatto Quotidiano)

E’ il 17 febbraio. Matteo Renzi – appena nominato e non ancora in carica – dice: “Entro il mese di febbraio compiremo un lavoro urgente sulle riforme della legge elettorale e istituzionali, nel mese di marzo la riforma del lavoro, in aprile la pubblica amministrazione e in maggio il fisco” (Ansa). La formula annunciata è questa: portare a compimento una riforma ogni trenta giorni. E’ solo l’inizio, perché il premier sciorina una lunga serie di promesse anche il 24 febbraio mentre è in Senato a chiedere la fiducia e il 12 marzo, giorno della conferenza stampa con le slide in cui annuncia gli obiettivi economici in agenda. L’elenco è lungo: da “entro 15 giorni pagheremo tutti i debiti della P.A.” a “entro il 1° maggio -10% del costo dell’energia per le imprese”, passando per l’edilizia scolastica, il lavoro, i ‘mitici’ 80 euro, il piano casa e le Province. Ilfattoquotidiano.it ha esaminato tutti gli annunci e le promesse di Renzi. Ecco l’esame ragionato alla luce dei fatti delle sue dichiarazioni e quello che è successo dopo.

Il mondo intero complottò per far cadere Berlusconi?
di Giorgio Dell'Arti (Gazzetta)

Ci sono queste dodici righe, in un volume di 580 pagine, che stanno terremotando un’altra volta lo scenario politico italiano e hanno costretto a una smentita il presidente Napolitano, il quale è di nuovo sotto accusa per il fatto di aver messo per tre volte consecutive il Paese in mano a personaggi non eletti dal popolo. Si mormora che Napolitano stavolta sia di fronte a una difficoltà molto seria che potrebbe avere conseguenze inimmaginabili… 

Wired Next Fest, il luna park di scienza e tecnologia
(Il Giornale Milano)

Torna da venerdì 16 a domenica 18 il Wired Next Fest ai giardini Indro Montanelli. Remixing Italy mette al centro tre parole chiave con un omaggio alle Lezioni americane di Italo Calvino: velocità, visibilità e leggerezza. E lo fa per raccontare e vivere l’innovazione fra conoscenza, economia, intrattenimento e cultura. Così Milano si trasforma in questo fine settimana nel luna park della scienza e della tecnologia: oltre 100 relatori, performance artistiche, laboratori di stampa 3D, droni, workshop per tutte le età.


Tutte le leggi italiane decise in Europa
di Marco Sarti (Linkiesta)

Dai provvedimenti del governo per limitare le procedure di infrazione alle proposte del Consiglio europeo per ridurre le accise sui liquori consumati in Portogallo. Senza contare le decine di decreti legislativi per recepire le direttive di Bruxelles. Ben 33 sui 40 pubblicati in gazzetta ufficiale dall’inizio della legislatura. È il peso dell’Europa nel nostro Parlamento. Una realtà rilevante, spesso poco conosciuta, che finisce per monopolizzare gran parte dell’attività delle Camere. Basti pensare che solo a Montecitorio, nella legislatura in corso, almeno 182 sedute delle commissioni sono state dedicate ad attività relative alla formazione delle politiche europee. Una media di quattordici al mese, ferie d’agosto comprese. 

Le proteste dopo la strage in Turchia
(Il Post)

I sindacati della Turchia hanno annunciato un giorno di sciopero in seguito al grave incidente di martedì 13 maggio in una miniera di carbone di Soma, nella provincia di Manisa nella Turchia occidentale, dove a causa di un’esplosione sono morte almeno 282 persone. All’interno della miniera c’erano circa 700 persone al lavoro: i soccorritori sono riusciti a metterne in salvo circa 363, ma ci sono ancora centinaia di persone date per disperse ed è da circa 24 ore che non vengono più trasportate fuori dai cunicoli persone ancora vive. Nelle ultime ore ci sono state proteste contro il governo a Istanbul, Ankara e in altre città turche. Per la strage nella miniera sono stati decisi tre giorni di lutto nazionale.

Perché i veri potenti disertano il salotto di Fazio
di Vittorio Sgarbi (Il Giornale)

Ma perché Renzi, Padoan, Letta e non so quante altre cariche del­lo Stato vanno da Fabio Fazio? È sconveniente che non l’intervistatore ma l’intervistato si sposti per accomodarsi ­forse per umiltà o per penitenza - su una sedia più bassa di quella del suo dominan­te intervistatore.

 

 

 

MERCOLEDÌ 14

 

 

Geithner: "Nel 2011 una trama europea per far cadere Berlusconi"
di Paola Pica (Corriere)

Un «complotto» europeo, in piena crisi del debito e della moneta unica, per far cadere il premier italiano Silvio Berlusconi. Ne parla l’ex segretario al Tesoro Usa Tim Geithner nel suo libro di memorie «Stress Test. Riflessioni sulla crisi finanziaria» appena pubblicato negli Stati Uniti. Nell’autunno del 2011, sono i giorni dello spread oltre quota 500, «alcuni funzionari europei» non meglio precisati avvicinarono l’allora super ministro economico di Obama proponendogli un piano per promuovere l’uscita di scena di Berlusconi, secondo quanto riporta «La Stampa» in un’anticipazione di alcuni passaggi del libro. Geithner pur condividendo la necessità del ricambio in uno dei paesi in quel momento più a rischio in Europa, declinò l’invito e informò dell’accaduto il presidente degli Stati Uniti. «Non possiamo avere il suo sangue sulle nostre mani», sostenne il ministro con Obama. Mario Monti che sostituì di lì a poco Berlusconi al governo, viene poi definito «un economista che proiettava competenza tecnocratica».

Il commento di Berlusconi sulle rivelazioni dell'ex ministro del tesoro Usa Geithner. 

Il commento di Bersani: "Senza Monti avremmo vinto noi".

Caso Geithner, l'Ue: nessun complotto, volevamo salvare l'euro
di Franco Grilli (Il Giornale)

Caso Geithner, l'Europa ora minimizza. "Nessun complotto contro Silvio Berlusconi" nell’autunno del 2011, "lavoravamo giorno e notte per salvare l’euro e proteggere i risparmi dei cittadini europei".
È quanto hanno detto all’agenzia Adnkronos alcune fonti dell’Unione europea riguardo alle rivelazioni choc contenute nel libro dell’ex segretario al Tesoro americano, Timothy Geithner, che ha parlato del disegno con cui si voleva costringere Berlusconi a cedere il potere. Progetto, questo, che sarebbe stato esposto anche al presidente Usa Obama, che non avrebbe dato il proprio assenso, come rivelato dallo stesso Geithner.

"Geithner si è riferito a qualcuno altro - affermano qualificate fonti della Commissione Ue -, certamente non alle istituzioni Ue, non a Barroso, Van Rompuy o Rehn" che, in particolare a Cannes, "hanno difeso l’indipendenza dell’Italia" e "non volevano che andasse sotto amministrazione controllata, come invece chiedevano gli Usa".

Expo, Ambrosoli: "Maroni come Formigoni, si dimetta"
di Giacomo Russo Spena (MicroMega)

“Maroni deve dimettersi, ha responsabilità politiche gravissime. In Lombardia non esiste alcuna discontinuità con la giunta Formigoni”. Lo scandalo Expo divampa. E a puntare il dito contro il leader leghista è Umberto Ambrosoli, avvocato penalista e attuale capogruppo del Patto Civico al Pirellone: “Non sta governando la Regione ma solo alcuni interessi determinati”. E poi ancora: “Per salvare l’Expo e la credibilità del Paese serve una nuova alleanza trasversale per combattere il malaffare e un nuovo codice etico in politica”.

Le tangenti e la fine dei partiti
di Mattia Feltri (La Stampa)

«Per carità, quell’espressione non usatela più», dice Rino Formica, vecchio ministro socialista dei governi di Giovanni Spadolini e Giulio Andreotti. L’appello ai giornalisti è, per quanto ci riguarda, ben accolto: l’espressione originaria (Tangentopoli) era vigorosa, quella derivata (Nuova tangentopoli) è ripetitiva e bolsa. Soprattutto è pigra e non spiega nulla. Non spiega, per esempio, che oggi non si ruba per il partito e nemmeno al partito, ma dentro al partito si muovono lobby che hanno agganci al di fuori e puntano al rafforzamento di poteri politici individuali.

Milano, Renzi rilancia dopo gli arresti: "Vinciamo la sfida Expo per l'Italia"
di Oriana Liso (Repubblica Milano)

"Voglio confermare alcuni impegni che il governo ha preso. Siamo assolutamente certi che l'Expo sia una strepitosa opportunità anche per il tema che è stato scelto". Il presidente del Consiglio Matteo Renzi rilancia il suo impegno su Expo. In visita a Milano dopo la bufera esplosa con la nuova Tangentopoli ha voluto rassicurare le istituzioni milanesi e lanciare messaggi sul tema della legalità anche oltre il caso Expo.

Il duello sotto la Madonnina tra il premier e Grillo, qui

Quale futuro per l'Eurozona (economicamente parlando)
di Fabrizio Goria (Panorama)

La Bundesbank apre al Quantitative Easing (QE) per l'eurozona. Anzi no. La banca centrale tedesca torna a far parlare di sé. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal (WSJ) citando una fonte vicina ai dossier della Bundesbank, l'istituzione monetaria guidata da Jens Weidmann sarebbe pronta a dare il suo appoggio al maxi piano di stimoli monetari della Banca Centrale Europea (BCE) del quale si mormora da inizio anno. E infatti, non appena pubblicata l'indiscrezione, il cross euro-dollaro si è mosso al ribasso, scendendo sotto quota 1,37. Tuttavia, il diavolo si nasconde nei dettagli.

Maschio bianco etero "privilegiato"
di Anna Momigliano (Rivista Studio)

Tal Fortgang è uno studente universitario che ha scritto una lettera a Time, alzando un bel polverone. Tal è un “freshman”, una matricola, secondo il bizzarro codice di nomignoli che si usa dare nelle università statunitensi (freshman =del primo anno, sophomore=del secondo, junior=terzo, senior=quarto e ultimo anno, scusate se sto a fare la spiega, al tempo io ci avevo messo un po’ per capirlo). È iscritto a un’università privata che potremmo definire elitaria-ma-non-troppo: New Rochelle, nello Stato di New York, un college cattolico che ammette circa il 70% di quelli che fanno domanda d’iscrizione (insomma, non è l’Ivy League). Incidentalmente, è anche uno studente dichiaratamente ebreo che frequenta un istituto cattolico, ma non pare sia questo il problema. Il problema, sostiene Tal Fortgang, è che hanno provato a farlo sentire in colpa per il suo essere maschio e bianco, non necessariamente in quest’ordine.

 

 

 

 

 

MARTEDÌ 13

 

 

Renzi, ci metto la faccia, fermiamo i delinquenti non l'Expo
(Ansa)

"L'Expo è una grandissima opportunità e io preferisco perdere qualche punto nei sondaggi piuttosto che fermare questa occasione di investimenti per l'Italia. Si fermano i delinquenti ma non i lavori". Lo dice il premier Matteo Renzi alla vigilia dell'incontro con i vertici e le istituzioni per il rilancio di Expo, confermando la sua "assoluta" fiducia nel commissario Giuseppe Sala.

Renzi, anche se perdo 3%voti ci metto cappello - "Posso perdere il 2-3% dei voti ma non posso far perdere all'Italia occasione straordinaria, l'Expo non è i ladri che abbiamo visto. Io mi gioco la faccia, ci metto il cappello, la ripuliamo". Lo afferma il premier Matteo Renzi in un'intervista a 'Quinta Colonna', su Retequattro.

Lavoro, rush finale per il decreto Poletti. Il governo chiede la fiducia alla Camera
di Manuela Perrone (Il Sole 24 Ore)

Rush finale per il decreto Poletti su contratti a termine e apprendistato. Il provvedimento è giunto in Aula alla Camera e il governo ha posto la questione di fiducia per blindare il testo. Il dl va convertito in legge entro il 19 maggio.

A livello di contenuti sul testo non ci sono più novità. L'accordo di maggioranza raggiunto a palazzo Madama nei giorni scorsi ha corretto il dl in diversi punti, e non dovrebbe più essere messo in discussione. Soprattutto, è stata alleggerita la sanzione per chi sfora il tetto del 20% di contratti a termine, da stabilizzazione tout court a indennità pecuniaria (dal 20% al 50% della retribuzione); ed è stato circoscritto l'obbligo di stabilizzare il 20% di apprendisti, per poterne assumere di nuovi, solo per le aziende con oltre 50 addetti (prima il limite era 30 addetti). Con queste modifiche il cerchio si è chiuso; e anche l'esame lampo (di un solo giorno) in commissione Lavoro della Camera, presieduta da Cesare Damiano, è stata una sostanziale conferma della blindatura del testo.

Pd, Cuperlo: "M5S? Patrimonio di civismo da indirizzare, molti hanno capacità"
(Il Fatto Quotidiano)

“Io sono molto intrigato dai giovani colleghi del M5S. Ci sono molti esponenti del movimento che hanno grandi capacità, sono competenti, appassionati, studiano i dossier. C’è un patrimonio di civismo che deve essere indirizzato”. Lo afferma il deputato Pd Gianni Cuperlo, ospite di Andrea Scanzi nella trasmissione “Reputescion”, in onda questa sera alle 22.00 su La3 (Sky can 163 – Dtt can 34). “Il M5S” – continua – “deve capire che una cosa è contestare in modo aperto, plateale o clamoroso, e l’abbiamo fatto anche noi, altra cosa è impedire fisicamente il lavoro delle aule”. Il parlamentare si pronuncia anche dell’elezione del presidente della Repubblica e del “complotto dei 101 del Pd”: “Io ho votato Stefano Rodotà, in una delle votazioni su scheda bianca. Non sono tra i 101 del partito. Ma non è stato un complotto ordito e organizzato, piuttosto una somma di fattori. Abbiamo gestito molto male quel passaggio. E’ una ferita che fa ancora male alla nostra gente”.

Quarant'anni di divorzio, la svolta che cambiò l'Italia. Grazie ai radicali
di Piero Sansonetti (Gli Altri)

Verso le quattro del pomeriggio, di quell’incredibile 13 maggio, l’ufficio statistico del Pci, che era presieduto da un certo Celso Ghini (un funzionario geniale che il mestiere non l’aveva imparato né all’università italiana né in California ma se l’era inventato da solo e lo esercitava utilizzando una calcolatrice a manovella e tanti apparecchi telefonici grigi col disco per comporre i numeri…), annunciò che il referendum era vinto. Già, aveva prevalso il NO, no all’abrogazione del divorzio. Ghini non aveva mai sbagliato un risultato elettorale, da anni precedeva di almeno quattro ore il ministero dell’interno, e ancora per diversi anni andò avanti, battendo largamente anche i primi istituti demoscopici (che scesero in campo l’anno successivo): la potente Doxa e la rampante Demoscopea.

Naturalmente Ghini aveva ragione e a sera tardi anche il ministero diede il risultato: 58 a 42 per il No. Un trionfo.

Unioni di fatto, il testo base in commissione al Senato
(Avvenire)

Riprende domani in Commissione Giustizia del Senato il dibattito sulla regolamentazione delle unioni di fatto partendo dal testo base, predisposto dalla relatrice, Monica Cirinnà.

Con la presentazione del testo base sui ‘patti di convivenza’ in Commissione Giustizia del Senato entra nel vivo il dibattito sulla regolamentazione di tali forme di unione non matrimoniale. Nelle prossime sedute si saprà se i lavori proseguiranno su un unico testo base per la regolamentazione delle convivenze sia tra persone di sesso diverso che tra persone dello stesso sesso o su due distinti testi legislativi.

Immigrazione: Ue scioccata, chiede confronto a 28. Alfano: "L'Europa non ci aiuta"
(Repubblica)

Per il commissario Malmstrom: "Se ogni Stato si occupasse di ricollocare qualche migliaio di persone, farebbe una enorme differenza". E chiede una discussione formale nel prossimo Consiglio affari interni. Durissimo Renzi: "L'Europa non può salvare gli Stati, le banche e poi lasciare morire le madri con i bambini".

Le rotte degli immigrati: da dove viene e dove va chi parte dalla Libia
(Europa)

La Libia è il luogo di confluenza di migliaia di profughi e disperati che arrivano dall’Africa centrale – ma anche da Egitto e Siria. Uno dei terminali, il più organizzato nel senso che è il paese in cui le organizzazioni criminali che trafficano le persone sono più radicate, complice l’attuale anarchia di fatto, hanno qui il concentramento di uomini e mezzi.

Il blitz alla scuola di Chibok
Un mese di paura
(La Stampa)

Nella notte tra lunedì 14 e martedì 15 aprile un gruppo di islamisti rapisce un gruppo di 276 ragazze da un collegio femminile di Chibok, nello Stato di Borno, sede di una grande comunità cristiana. Le giovani hanno tra 15 e 18 anni ed erano in procinto di sostenere gli esami di fine anno. Un cinquantina di ragazze riesce a fuggire durante il raid saltando giù dai camion su cui erano state caricate. Ad oggi le altre 223 studentesse risultano ancora disperse.  

Nigeria, in un video le ragazze rapite
Boko Haram: "Saranno liberate in cambio dei nostri prigionieri"

Codex Seraphinianus: il libro più pazzo del mondo arriva a Milano
di Francesca Martinelli (Milano Free)

Martedì 13 maggio alle 17.30 il libro più strano del mondo, il Codex Seraphinianus, sarà oggetto di discussione con l’autore Luigi Serafini all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (aula G018 S. Tommaso).

Luigi Serafini è un artista romano che si è dedicato all’architettura, alla scultura, al disegno, al design e alla pittura. Durante la sua vita ha incontrato molte figure di spicco di livello internazionale e collaborato a progetti di grande rilievo. Il legame dell’artista con Milano si può dire che abbia toccato l’apice tra il maggio e il giugno 2007, quando al PAC (Padiglione d’Arte Contemporanea) la sua “mostra ontologica”, dal titolo Luna-Pac Serafini, contò quasi 11.000 visitatori in poco più di 30 giorni.

 

 

 

 

 

 

LUNEDÌ 12

 

Renzi gioca carta Cantone per Expo
(Ansa)

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, avrebbe chiesto a Raffaele Cantone di seguire, con l'Autorità nazionale sulla corruzione da lui presieduta, i lavori dell'Expo. Secondo quanto si apprende, martedì a Milano con il premier sarà presente anche Cantone. "Milano ce la farà, noi non molliamo". L'Expo è "un'occasione troppo grossa per buttarla via', avrebbe commentato il premier conversando con i suoi. 

Se vogliono rottamare il Senato ci vuole la Costituente
di Eugenio Scalfari (Repubblica)

Da tre giorni le notizie sulla “cupola” del malaffare che domina gli appalti dell’Expo, gli arresti ordinati dal tribunale di Milano e l’arresto di Scajola accusato di associazione per delinquere, sono state ampiamente diffuse e commentate. Ha sorpreso soprattutto il riemergere delle stesse persone che già furono giudicate e punite ai tempi di Tangentopoli e che tuttora sono al centro del sistema del malaffare pubblico e privato. Gli stessi imprenditori, gli stessi affaristi, gli stessi metodi e le stesse protezioni.

Dell'Utri latitante, Rossella: "A Beirut ha amici e soldi, non penso tornerà"
Di Sandra Amurri (Il Fatto Quotidiano)

Carlo Rossella, giornalista, ex direttore de La Stampa, del Tg1, di Panorama, del Tg5, uomo di mondo, attuale presidente di Medusa film è anche un grande conoscitore del Libano e di Beirut in particolare. Si dice “sorpreso” di questo ritorno di fuggitivi: “Leggo che tutti vogliono scappare a Beirut. La storia che si ripete da Felice Riva, Gaetano Balducci, direttore del Giorno. Chiunque ha problemi legali fugge a Beirut anche se loro poi sono stati arrestati e portati in uno dei peggiori carceri immaginabili. Non credo sia il caso di Dell’Utri, almeno mi sembra”.

Riforme e investimenti per battere i populismi
di Carlo Bastasin (Il Sole 24 Ore)

A due settimane dal voto europeo, il sentimento di autocompiacimento che si è diffuso nell'area euro sfiora il cinismo. Forse, alla vigilia delle elezioni, è il timore del populismo che viene combattuto con le stesse armi, sminuendo le ombre ed enfatizzando i barlumi. Oppure si tratta di quella vecchia abitudine di chi osserva la politica dall'alto ripetendo a se stesso che, secondo un modo di dire francese, non esiste problema che proprio l'assenza di soluzioni non finisca per risolvere. Ma ai candidati alla presidenza della Commissione europea che si stanno presentando in questi giorni deve essere richiesta una testimonianza di maggiore coraggio.

Ripensare il funzionamento delle banche
di Paul Krugman (Il Sole 24 Ore)

È in corso un dibattito molto interessante sulla riforma finanziaria. Non sono sicurissimo sulla posizione da prendere, ma di sicuro è un argomento di cui vale la pena parlare. Sul loro blog, gli economisti Atif Mian e Amir Sufi hanno richiamato l'attenzione sulle proposte per imporre alle banche obblighi di riserva del 100 per cento (o creare forti incentivi per arrivarci), lanciate dall'editorialista del Financial Times Martin Wolf e – cosa più sorprendente – da John Cochrane, professore dell'Università di Chicago. Altrettanto sorprendente (almeno per me) è che Cochrane sembra maggiormente consapevole delle difficoltà dell'impresa.

No tav, caos in Centrale e il treno parte 80 minuti dopo
(Repubblica)

E' partito con un ritardo di 80 minuti, dalla stazione Centrale di Milano, il treno delle 11.18 per Torino con a bordo un centinaio di No Tav diretti alla manifestazione nel capoluogo piemontese. In mattinata si erano verificati momenti di tensione con la polizia, perché parte dei manifestanti non aveva il biglietto. Tutto si è risolto quando i passeggeri hanno acquistato il titolo di viaggio.

Ucraina: responsabile, 89% per indipendenza Donestsk
(Ansa)

Si vota per il referendum separatista nelle regioni russofone di Donetsk e Lugansk, nel sud-est dell'Ucraina, teatro di aspri scontri tra le truppe fedeli a Kiev e gli insorti filorussi. Il referendum - che il ministero degli Esteri ucraino ha definito "una farsa criminale" - starebbe registrando un'elevata affluenza stando ai ribelli pro-Mosca che lo hanno organizzato: nella regione di Donetsk, fa sapere il presidente della commissione elettorale centrale dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk, Roman Liaghin, alle 12 avrebbe già votato il 32,7% degli aventi diritto. 

Chi sono questi estremisti che terrorizzano la Nigeria?
di Giorgio Dell'Arti (Gazzetta)

Il sabato mattina, alla radio, il presidente Usa Barack Obama parla agli americani. Ma ieri, a sorpresa, gli ascoltatori hanno sentito la voce di sua moglie, Michelle: «Nelle ragazze rapite rivedo le mie figlie. Faremo di tutto perché vengano liberate». Un appello cui si è unito anche il Papa, chiedendo via Twitter «l’immediato rilascio delle liceali rapite in Nigeria».

Monica Lewinsky
di Christian Rocca

Molto bello l’articolo di Monica Lewinsky su Vanity Fair. Al contrario di quanto si è letto nelle anticipazioni dei giornali e delle agenzie e dei siti italiani, Lewinski non ha mai scritto «se Hillary corre la rovino» (come hanno riportato, inventando, agenzie, siti e giornali italiani). Ho letto anche la versione opposta: l’articolo di Monica è pro Hillary. No, non è pro Hillary. Dicono sulla Rai che è «sorellanza Hillary-Monica». No, non l’hanno letto. Per niente. Anzi. Pensa molto male di Hillary, del dare la colpa dell’affaire a quella matta in cerca di visibilità e anche a se stessa e mai a Bill. Altro che sorellanza. Sottolinea il cinismo con cui Hillary ha confidato alla sua amica Blair, custode dell’archivio di Hillary, il suo vero pensiero sull’amante del marito con l’obiettivo di rivelarne il contenuto quando sarebbe stato più utile politicamente. E, no, anche se per Monica vedere una donna alla Casa Bianca sarebbe una gran cosa, per lei quella donna fa parte della famiglia che ha abusato di lei, a scandalo scoppiato, liquindandola come una sessuomane, scema e in cerca di visibilità.

Memoria: perché dimentichiamo l'infanzia?
di Anna Lisa Bonfranceschi (Wired)

Perché ricordare eventi del lontano passato, come quelli dell’infanzia, è così difficile? La colpa, secondo uno studio pubblicato su Science, è tutta dei neuroni, di quelli nuovi. La neurogenesi che interessa i primi anni di vita infatti disturba le connessioni neuronali preesistenti mettendo così in pericolo le memorie acquisite.

 

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