avatar

Giuseppe Argentieri

3 anni fa
0 consensi
Segnala Segnala come rilevante - Segnalato rilevante da 0 persone.

Quote rosa, la Camera boccia gli emendamenti col voto segreto
di Claudio Brigliadori (Libero)

No alle quote rosa: l'Aula della Camera ha bocciato a scrutinio segreto tutti e tre gli emendamenti che prevedevano rispettivamente l'alternanza uomo/donna nelle liste elettorali (335 no), quello sulla parità perfetta tra capilista uomo e donna 50 e 50 (344 no) e quello sul bilanciamento massimo 60-40 (298 no e 253 sì, il più combattuto). E ora il premier Matteo Renzi, che sulla parità di genere ha di fatto alzato le mani rimettendo tutto al libero voto (segreto) di Montecitorio per non creare fratture insanabili con Forza Italia, rischia seriamente la rappresaglia delle donne del Pd. Il presidente della Camera Laura Boldrini ha preso atto dei malumori dell'Aula, in particolar modo della porzione femminile, e ha convocato la riunione dei capigruppo per capire come procedere con il resto della votazione che dovrebbe dare il via definitivo alla nuova legge elettorale. L'impressione è che se ci sarà il sì, sarà molto, molto tribolato.

Padoan: "Riduzione cuneo con tagli alla spesa. Risultati significativi in 2-3 anni"
(Adnkronos)

Nel programma del governo Renzi è prevista "una riduzione del cuneo fiscale che sia coperta in modo permanente da tagli di spesa, una condizione molto importante, che è ritenuta essenziale dai colleghi dell'Eurogruppo". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, a margine dell'Eurogruppo a Bruxelles. Negli obiettivi del governo "la spending review è essenziale, - ha evidenziato - è uno sforzo importante ma fondamentale, che cambia i meccanismi di spesa ed è una riforma strutturale". Quanto alle riforme, "bisogna cominciare subito - ha rimarcato Padoan - I risultati saranno crescenti nel tempo e saranno probabilmente significativi nel giro di due-tre anni".

Legge elettorale, ecco l'Italicum
di Alessio Sgherza (Repubblica)

Il nome Italicum arriva direttamente da Renzi, che lo ha definito così durante la sua presentazione. La base è quella del sistema elettorale spagnolo, ma modificato per adattarlo alle richieste dei partiti italiani fino quasi a stravolgerlo.

Il sistema elettorale sarà proporzionale (ovvero il numero di seggi verrà assegnato in proporzione al numero di voti ricevuti) e il calcolo sarà fatto su base nazionale e non provinciale come quello spagnolo, utilizzando la regola "dei più alti resti". Questo dovrebbe favorire almeno parzialmente i partiti più piccoli, che con un calcolo su base provinciale sarebbero stati molto penalizzati.

Si è andati incontro ai partiti più piccoli prevedendo una distribuzione dei seggi su base nazionale ma al tempo stesso, per limitare il proliferare di gruppi parlamentari, al riparto potranno accedere solo superando le seguenti soglie:

- il 4,5% per i partiti in coalizione (era il 5% prima dell'accordo);
- l'8% per i partiti non coalizzati;
- il 12% per le coalizioni.

È invece saltato l'accordo per la norma 'salva Lega', la quale prevedeva che i partiti che ottenessero almeno il 9% in almeno tre regioni rientrassero comunque in Parlamento.

Scuola, sviluppo, banda larga: "L'Europa ce lo chiede". E l'Italia fa finta di niente
di Marco Quarantelli (Il Fatto Quotidiano)

Alcune richieste sono vecchie di vent'anni, come quella sul salario minimo, datata 1992. Solo il nostro Paese e la Grecia non hanno mai provveduto. Altre si ripetono negli anni, sempre uguali. Come le raccomandazioni sui finanziamenti all'istruzione e sull'utilizzo dei fondi. Eppure i governi riescono sempre a eludere questi spunti e concentrarsi sulle manovre lacrime e sangue. Antologia degli impegni non rispettati. Nel nome di Bruxelles.

Lavoro, disoccupato un laureato su quattro
(Lettera43)

La crisi economica ha reso sempre più difficile trovare lavoro, ma per chi esce dall'università il primo impiego è diventato una vera e propria impresa. Uno scoglio insuperabile che aumenta col passare del tempo. E a cui nessun esame può preparare.

Kim

Five Things Italy Needs to Do to Clean Up Its Human Rights Record
di Miriam Anati (Open Society Foundations)

Nella seconda metà del 2014, sarà il turno dell'Italia alla presidenza dell'Unione Europea. Questo significa che per sei mesi saranno i politici e burocrati italiani a stabilire l'agenda politica dei 28 stati membri. Per interpretare in modo credibile questo ruolo, l'Italia deve prendere una serie di misure per rimediare alle sue più gravi mancanze in fatto di diritti umani. Tra queste emergenze, quella dei campi rom.

L'Italia è l'unico paese in Europa che ha istituzionalizzato i campi rom. Si tratta di campi di segregazione in flagrante violazione dei diritti umani. La maggior parte di questi campi, messi in piedi e amministrati dalle autorità locali, sono isolati dai centri urbani, rendendo impossibile a coloro che ci vivono piccole cose, come il frequentare una scuola o il trovare un lavoro.

Secondo Miriam Anati, le altre misura da prendere riguardano: la chiusura dei CIE (centri di identificazione e espulsione per immigrati irregolari), rivedere le procedure per l'assistenza ai rifugiati e per ottenere la cittadinanza italiana. Infine, accellerare le politiche di riconoscimento per le coppie omosessuali.

Liberty, Equality, Efficiency
di Paul Krugman (New York Times)

La crisi europea non mostra gli effetti distruttivi dello stato sociale? No, secondo Paul Krugman. L'Europa sta pagando un prezzo molto alto per aver creato l'unione monetaria priva di unione politica. Ma all'interno dell'area euro, i paesi che hanno attuato politiche ridistributive, se non altro, hanno sopportato gli effetti della crisi meglio di quei paesi che non l'hanno fatto.

Putin's Pique
di David Remnick (The NewYorker)

Mentre nel suo desiderio di ottenerne la cooperazione in Siria e Iran, l'Occidente modera le sue pressione sulla Russia, in patria il 73% della popolazione russa si è detto contrario all'ingerenza del suo governo nelle vicende ucraine. In altre parole, Putin rischia non solo di alienarsi Occidente e Ucraina, ma dal suo stesso paese, perdendone il controllo. I suoi sogni di restare al governo fino al 2024, e di essere il più grande statista della storia russa dai tempi di Pietro il Grande, rischiano di affondare in Crimea.

North Korea Election: A Shame Worth Studying
di Emily Rauhala (Time)

Kim Jong Un, il giovane dittatore coreano, ha vinto le prime elezioni legislative tenute sotto la sua leadership. Il voto, ovviamente, non riguardava la sua persona, ma il parlamento e serve al dittatore per rivedere i vertici politici e circondarsi dei suoi più fedeli sostenitori (per ogni seggio è presente un solo candidato). I media di stato hanno riportato un'affluenza del 100% degli aventi diritto al voto. Niente male.

Matteo Renzi, Tintin ou Rastapopoulos?
di Gabriel Matzneff (Le Point)

Il discusso scrittore Gabriel Matzneff ha una grande simpatia per Matteo Renzi, e lo paragona a Tintin, giovane e scapigliato eroe di una serie di fumetti omonima. Beppe Grillo invece gli ricorda Lenin.

 

Nessuna risposta inviata