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Inviato da avatar Maria Teresa Santaguida il 11-06-2014 alle 11:04

A me sembra che dopo tutto il comportamento della Spinelli sia stato poco leale.Chiaro, sulle premesse sono d'accordo con Palillo. E Furfaro l'ho sentito parlare più volte, senza esserne rimasta stupita, né per la brillantezza, né per la profondità di idee. 

Il gap creato nella lista Tsipras tra i 'giovani' (forse un po' troppo giovani, quasi sbarbatelli) e gli 'intellettuali' rispecchia però, secondo me, un gap pericoloso creatosi in questo paese. Uno spazio bianco nel quale gli intellettuali (alcuni sedicenti, altri reali) vengono messi su un piedistallo a "parlare" più che a "pensare". Se sono bravi a comunicarsi e a dire cose "comode", di quelle che finiscono sugli editoriali del Corriere senza troppi problemi, allora diventano guru del pensiero piccolo e pillolizzato, da usare all'occorenza nei dibattiti, e nelle campagne elettorali. Se invece fanno il loro lavoro veramente, quello di dare visioni, critiche aspre ma dirompenti, di studiare, fare ricerca, quando sanno vedere dove gli altri  non sanno nemmeno immaginare, ecco allora si fanno usare come specchietti per le allodole, o in alternativa si fanno imbalsamare purché stiano lontani e immobili dai cambiamenti sociali. 

In mezzo c'è il fare compulsivo, in cui tutti siamo travolti e triturati. In questo fare c'è l'oggi, l'ora, l'adesso e non il domani. Di questo fare compulsivo fanno comunque le spese i giovani. E non perché non sappiano costruirsi il loro futuro, perché siano inetti o poco audaci, ma perché in un mondo che vive solo nell'oggi non c'è spazio per chi ha più anni da vivere di quelli già vissuti. 

L'affidamento alla figura più grande e protettiva è una dinamica direi normale. Meno normale è l'egoismo dei padri, il voler tenere, trattenere, graffiare lo spazio DOVUTO ai figli.

Sbagliato dire che le colpe sono dei padri, le colpe dei figli sono dei figli e questo già gli antichi Greci lo avevano capito. Ma le colpe sono dei figli quando i padri hanno lasciato a loro un mondo con sufficiente spazio da vivere, quando hanno pensato al loro futuro, quando hanno pensato che questo mondo va immaginato per chi ci sarà e non per chi c'è già. 

Se i padri sono egoisti, i figli hanno diritto a dirlo. Non in modo patetico, non lamentandosi. Ma di certo nemmeno ringraziando.

E se devo essere sincera, credo proprio che la mia generazione abbia ben poco da ringraziare.

In questo gap tra coloro che pensano, messi dagli altri in una torre d'avorio senza finestre, come quella di Bradamante e Rolando nell'Orlando Furioso, e coloro che fanno, con scarsa visione e nell'immobilismo temporale del presente...in questo gap sto poco a mio agio. No matter my age, I feel uncomfortable.  

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