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Inviato da avatar Giuseppe Argentieri il 02-06-2014 alle 10:06

 

VENERDÌ 6

 

“Un Daspo per i politici corrotti”
di Guido Ruotolo (La Stampa)

L’immagine del Daspo ai politici è senza dubbio forte. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, non fa mistero che non intendere concedere sconti a nessuno: «Il punto centrale è garantire che chi viene condannato non torni più ad occuparsi della cosa pubblica con un meccanismo di Daspo.
Personalmente un politico che viene indagato per corruzione lo indagherei per alto tradimento perché chi prende delle tangenti tradisce il mandato, l’onore sul quale aveva giurato».

 

Mose, in dieci anni 1,3 miliardi di costi in più. E allarmi inascoltati 

Rubano tutti, ma a novembre ci sarà ancora l'acqua alta a Venezia?
di Giuliano Ferrara (video)

L’inchiesta sul MOSE in 8 punti

Il Paese spaccato: recessione doppia a Sud, il Pil è crollato del 4% nel 2013
(Repubblica)

I dati economici, terribili, relativi allo scorso anno fanno ancora più impressione se si guardano con la lente della diversificazione geografica, che ha applicato l'Istat in una pubblicazione ad hoc. Nel 2013 la caduta del Pil non è stata infatti uguale dappertutto, risultando "molto più accentuata" nel Mezzogiorno. A fronte di un calo nazionale dell'1,9%, come già noto, il Sud ha fatto registrare una riduzione del Pil in volume del 4%, doppia dunque rispetto al dato complessivo. E, se possibile, va ancora peggio per il mercato del lavoro, in particolare del settore industriale: in questo comparto l'occupazione è calata del 7,7% nel Mezzogiorno, contro ad esempio il -0,7% del Centro.

Mediterraneo, soccorsi 2500 migranti in 24 ore
(Avvenire)

Oltre 2500 migranti sono stati soccorsi in meno di 24 ore da tutte le navi della Marina Militare del dispositivo Mare Nostrum. Sono state soccorse da ieri in particolare - riferisce un comunicato - 17 imbarcazioni di migranti provenienti dalle coste del nord Africa. Il numero degli oltre 2500 migranti è ancora provvisorio. La nave anfibia San Giorgio è intervenuta in assistenza a 5 natanti imbarcando 998 migranti tra cui 214 donne e 157 minori.

Il pattugliatore Orione in tre eventi di soccorso, l'ultimo dei quali ancora in corso, ha trasbordato da natanti in difficoltà oltre 400 migranti, numero ancora non definitivo. La fregata Scirocco in tre operazioni di recupero ha imbarcato 206 migranti e trasferito altri 94 sulla nave mercantile Glory Tellus (bandiera panamense). La corvetta Sfinge ha soccorso e recuperato 113 migranti a bordo di un gommone ieri ed ha iniziato pochi minuti fa un altro intervento SAR (Search and Rescue) nei confronti di un altro natante con oltre 200 migranti a bordo.

La BCE ha abbassato i tassi al minimo storico 

Cosa guadagna l'Italia dal piano Draghi? Quattro cose da sapere
di Enrico Marro (Il Sole 24 Ore)

Draghi ha tagliato di nuovo i tassi. Quelli a brevissimo termine (deposit facility) sono passati in negativo per la prima volta nella storia delle grandi banche centrali. Cosa significa?

Significa le banche dovranno pagare per "parcheggiare" moneta presso la Banca centrale europea. Una "tassa" che in teoria incentiva gli istituti a concedere maggior credito a famiglie e imprese, anche se le due cose in realtà non sono incompatibili: per prestare denaro le aziende di credito possono tranquillamente usare i fondi presso le banche centrali. Quanto all'Italia, gli effetti di questa mossa sul nostro Paese saranno assai relativi. Sì, perché a depositare soldi presso l'Eurotower sono soprattutto le banche francesi, tedeschi e lussemburghesi, che hanno un eccesso di liquidità. Mentre quelle del Sud (italiane e spagnole) di liquidità hanno bisogno. Morale: quello dei tassi negativi è un "regalo" che la Bce ha fatto soprattutto alle imprese del Nord Europa.
Una curiosità: prima di Draghi, solo le banche centrali di Norvegia, Svezia e Svizzera avevano portato i tassi sottozero.

Per l’Italia uno sbarco nella storia dei Grandi
di Antonella Rampino (La Stampa)

Per la prima volta il nostro Paese invitato alla cerimonia

«I lunghi singhiozzi dei violini d’autunno...», scandì ripetutamente Radio Londra l’1 giugno del 1944 avvertendo in codice la resistenza francese che il tempo per lo sbarco degli alleati in Normandia s’era fatto breve.
«Mi feriscono il cuore con languore monotono..» proseguì il 5 coi versi successivi della stessa «Poesia d’autunno» di Verlaine che il D-Day era giunto, e omettendo la strofa successiva e pericolosamente significativa, «l’ora è suonata».

Lo smoking di D’Alema
di Michele Masneri (Rivista Studio)

A cena con l’ex presidente del Consiglio in versione vignaiolo, fra premi ritirati per lontane parti nobili della famiglia, corse da Zara all’ultimo minuto, Vissani, Bruno Vespa e il primato dell’enologia sulla politica. Una serata dentro il musical sul pasticcere trotskista di Nanni Moretti.

 

GIOVEDÌ 5

 

Mose, inchiesta sugli appalti: arrestato il sindaco di Venezia. Chiesta custodia cautelare per Galan
(Repubblica)

Imprenditori, manager e soprattutto amministratori e politici di primo piano. Dopo il caso Expo, uno sviluppo clamoroso dell'inchiesta sugli appalti per il Mose ha sconvolto stamattina Venezia: il sindaco Giorgio Orsoni, eletto con il centrosinistra, è stato arrestato e ora è ai domiciliari. In carcere, invece, è finito l'assessore regionale alle Infrastrutture, Renato Chisso, di Forza Italia. E la procura veneziana ha chiesto un provvedimento di custodia cautelare anche per Giancarlo Galan, ex presidente della Regione Veneto e attuale parlamentare di Forza Italia, sul quale, essendo deputato, dovrà pronunciarsi la Camera.

Mose, Milanese e gli altri: i contatti degli arrestati con il potere di Roma
di Diego Pretini (Il Fatto Quotidiano)

Mezzo milione di euro era diventata un’unità di misura. L’unità di misura per la corruzione, per quello che i giudici chiamano asservimento dell’ufficio pubblico agli interessi privati e per giunta criminali. Mezzo milione, secondo i magistrati, è finito a Marco Milanese, il “bottone” che gli imprenditori del Consorzio Venezia Nuova hanno spinto nel 2010 per sbloccare i finanziamenti del Cipe per il Mose. Mezzo milione per il generale Emilio Spaziante, che per mesi ha fornito alle persone sotto inchiesta e intercettate informazioni sulle indagini in corso, sui telefoni sotto controllo, sul lavoro della Guardia di Finanza, cioè il corpo a cui Spaziante ha prestato giuramento e del quale è un altissimo ufficiale. Certo, il generale – che è stato tra l’altro anche vicecomandante delle fiamme gialle, 3 anni dopo i fatti contestati – probabilmente sapeva che il prezzo per sporcare la divisa era molto più alto: secondo quanto scrive il giudice Alberto Scaramuzza, di milioni di euro infatti ne aveva chiesti due. Ma i corruttori non riuscirono a trovare una cifra tanto alta. 

Corruzione, la Grande Ipocrisia
di Massimo Giannini (Repubblica)

Cos'altro deve succedere, per convincere la politica a muovere un passo concreto, tangibile e inequivocabile, contro la corruzione che torna a minare le basi della convivenza civile e della concorrenza economica? Quante altre retate devono accadere, per spingere il governo e il Parlamento a ripristinare con un atto definitivo, responsabile ed efficace, il principio di legalità di cui in questi anni di fango hanno fatto strame tutti, ministri e sottosegretari, amministratori centrali e cacicchi locali?

Ma non c’è un solo appalto che non nasconda tangenti?
di Giorgio Dell'Arti (Gazzetta)

C’è in rete un video in cui si vede il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, democratico, celebre per aver battuto al primo turno Renato Brunetta (comunali del 2010), tutto sorridente e persino spavaldo. Giornalista: «Preoccupato?». Orsoni: «Credo che si debbano preoccupare gli altri, quelli che vogliono montare delle cose che non esistono». Giornalista: «Dal Consorzio Venezia Nuova lei ha avuto contributi?». Orsoni: «Io dal Consorzio Venezia direttamente non credo, anche perché di queste cose si è occupato il mio mandatario elettorale». Giornalista: «Lei comunque è tranquillo in merito all’inchiesta?». Orsoni: «Io son tranquillissimo. (ridacchiando) Forse c’è qualcun altro che è meno tranquillo e che vuol fare un po’ di fumo». Il sindaco è stato arrestato ieri e chiuso ai domiciliari. Con lui sono finiti in galera o sotto inchiesta altri potenti della città, della Regione e dell’Italia settentrionale. Tra questi, Giancarlo Galan, per azioni compiute durante il periodo in cui fu governatore del Veneto. Adesso è deputato e per metterlo dentro i magistrati dovranno essere autorizzati dalla Camera. 

Renzi vede Merkel e Cameron
(Ansa)

Prima dell'inizio della seconda giornata del G7 di Bruxelles, il premier Matteo Renzi ha avuto due incontri bilaterali, con il premier britannico David Cameron e con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Due colloqui nel corso dei quali verrà certamente affrontato anche il tema delle nomine Ue, dopo l'aut aut di Cameron sul nome di Jean-Claude Juncker e il rinnovato appoggio della cancelliera nei confronti del candidato popolare alla presidenza della commissione, con l'avvertimento però che non si può essere indifferenti alle posizioni della Gran Bretagna. Renzi, dopo l'avvio della seconda giornata del G7, aprirà con un suo intervento la sessione dedicata all'energia.

Renzi al G7 gioca in serie B: escluso dagli incontri chiave
di Fabrizio Ravoni (Il Giornale)

Fatto è che a Matteo Renzi viene disegnato un ruolo di secondo piano durante la «tre giorni» di vertici internazionali, iniziati con il G-7 a Bruxelles e che si chiuderà domani in Normandia.
Al G-7, concentrato sull'energia, parlerà di shale gas. Vale a dire, del gas che si può ricavare dalle spiagge. E che gli Stati Uniti sono pronti a vendere all'Europa qualora dovesse venire meno il prodotto russo.
Nemmeno una parola, a livello ufficiale, sui principali temi internazionali sul tappeto: dalla crisi ucraina a quella libica. Nemmeno un incontro con Putin. Quelli sono riservati ad Angela Merkel e (forse) a Barack Obama. Ma non a Bruxelles, dove non hanno voluto il presidente russo (tant'è che s'è tornati al formato del G-7 e non più del G-8, abbandonato dal 1998). Bensì sulle spiagge della Normandia.

Oggi è la Giornata dell’Ambiente
Il mondo prova a nutrire il futuro
di Luca Ubaldeschi (La Stampa)

Chi crede alla possibilità di uno sviluppo sostenibile oggi deve guardare a Bridgetown, capitale delle Barbados, dove gli abitanti si ritroveranno in piazza per intonare un simbolico coro. «Alziamo le nostre voci, non il livello del mare» è lo slogan che l’Onu ha scelto per la Giornata mondiale dell’ambiente 2014, individuando l’isola caraibica come esempio dei paradisi minacciati dai cambiamenti climatici. Per le Barbados l’aumento delle temperature medie significa erosione delle coste e rischio inondazioni e per questo il governo ha promosso un piano - orizzonte 2025 - per cercare una via d’uscita nella green economy. 

10 link su ambiente e geopolitica
a cura di Niccolò Locatelli e Giorgio Cuscito (Limes)

Conquisteremo l'Europa
di Barbara Schiavulli (Il Giornale)

"Bin Laden è il nostro eroe. Purtroppo è morto, perché prima o poi tutti si muore, ma la lotta continua anche senza di lui". Le parole di Anjem Choudry sono dure come pietre. Non parla da una qualche grotta nel profondo Afghanistan, o da qualche paese dove si combatte da anni. Choudry, nato in Inghilterra e laureato in legge, sorseggia un cappuccino in un caffè della periferia ordinata di Londra. Oltre la strada c'è un negozio che vende alcolici, non lontano un supermercato e poco più in là, una trafficata stazione di treni e autobus. Choudry, uno dei più conosciuti e ascoltati predicatori radicali in Europa, indossa un camicione, ha una perfetta barba islamica e un tagliente sguardo gentile. Parla in fretta ma le sue parole precipitano come macigni. "Noi non vogliamo la democrazia, vogliamo la sharia (legge islamica). La democrazia è male. Solo Dio può decidere qual è la giusta strada da seguire". 47 anni, un passato burrascoso per i suoi discorsi che hanno infiammato il mondo musulmano europeo, vanta amicizie che chiunque denigrerebbe, dai due ragazzi che l'anno scorso uccisero un soldato inglese, al ragazzo nigeriano che nel 2008 salì un aereo con dell'esplosivo nelle mutande, ai tanti radicali che fanno riferimento a lui. Ha fondato movimenti come Sharia 4 Uk e al Muhajiroun entrambi banditi. Lì si organizzavano manifestazioni contro l'occidente, contro i soldati, si faceva proselitismo e si cercava di dare un'organizzazione ai radicali europei creando legami e occasioni d'incontro. 

La libreria più bella del mondo
di Luca Sommi (I Fiori del Male)

Si chiamava Whitman, come Walt. Era un poeta bizzarro, come Walt. Ma di nome faceva George. Dentro i confini della letteratura anglosassone era conosciutissimo, eppure non ha mai pubblicato una riga. E la sua libreria parigina, la Shakespeare & Company, vicino a Notre-Dame, negli anni è diventata il locus amoenus di tanti scrittori e girovaghi. È sempre stato definito un mecenate senza soldi, “a kind of maternal cow”, una specie di mucca materna, come lo appellava Allen Ginsberg. Whitman se ne è andato il 14 dicembre 2011, a 98 anni appena scoccati.

Alla fine degli anni Quaranta rilevò la leggendaria libreria di Sylvia Beach a Parigi. L’editrice di James Joyce l’aprì nel 1919 in un’altra zona della città – in rue Dupuytren – e divenne subito il rifugio di tanti scrittori: dall’autore di Ulysses a Ernest Hemingway e Ezra Pound, per citarne alcuni. Durante il secondo conflitto mondiale, però, Sylvia fu costretta a chiuderla a causa dell’occupazione tedesca. E non riaprì più.

 

MARTEDÌ 3 

 

L'Europa chiede all'Italia "sforzi aggiuntivi" già nel 2014 e "chiarezza"
(Repubblica)

"In base alla valutazione del programma e delle previsioni della Commissione, il Consiglio è dell'opinione che servono sforzi aggiuntivi, anche nel 2014, per rispettare i requisiti del Patto di stabilità": è quanto si legge nelle raccomandazioni della Commissione Ue all'Italia. Si tratta della pagella che Bruxelles stila sui conti pubblici dei Paesi membri, molto attesa per il Belpaese perché dà la misura di quanta flessibilità l'Europa sia disposta a concedere a Renzi e al suo governo per affrontare le riforme. Sul documento si dovrà poi esprimere l'Ecofin, che raggruppa i ministri dell'Economia e delle Finanze dell'Unione. "La Commissione Ue apprezza riforme italiane. Debito alto, lo sapevamo: acceleriamo riforme e privatizzazioni per ridurlo in modo sostenibile", è stato il commento a caldo del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan.

Così Renzi si è impuntato “Più rigore? Impossibile

Disoccupazione record: vola al 13,6% nel trimestre, al 46% tra i giovani 

Grillo e il partito liquido dove uno vale l’altro
di Mattia Feltri (La Stampa)

Più che uno vale uno, uno vale l’altro. Pare infatti sia ovvio, nella medesima giornata e alla medesima ora, trascurare la parata del 2 giugno e sostenere che un «Paese senza rispetto dei suoi militari è un Paese senza dignità». I militari in questione sono i due marò detenuti in India e senz’altro i parlamentari a cinque stelle non trovano contraddizione fra le cose fatte e le cose dette.

Del resto la campagna elettorale delle Europee è stata condotta sull’accusa di voto di scambio rivolta a Matteo Renzi per gli ottanta euro in busta paga, mentre la promessa di un reddito di cittadinanza «è un’idea seria e concreta», come ha detto Beppe Grillo a Bruno Vespa. Il quale Vespa era stato premiato, dopo sondaggio online promosso proprio da Grillo, col microfono di legno per il «giornalista più fazioso». Così l’uomo indisponibile alla corruzione televisiva, alla fine in tv ci è andato, è andato giustamente dal «più fazioso» e alla fine l’ha elogiato: «Vespa è stato corretto».

M5S, Farage: “Grillo viene da sinistra. Insieme per una forte agenda euroscettica” (video)

Spagna, Felipe diventerà re il 16 giugno
Ma la piazza ora chiede la Repubblica
(La Stampa)

Il giorno dopo l’annuncio dell’abdicazione di re Juan Carlos, si riunisce oggi a Madrid il consiglio dei Ministri straordinario che deve avviare, con una legge ordinaria, il percorso verso la successione.
L’abdicazione è infatti prevista dalla Costituzione spagnola, ma in quasi 40 anni di monarchia parlamentare, la Spagna non ha mai approvato la legge che regola il processo per il passaggio di consegne.

Juan Carlos abdica, di Olga di Robilant

Dalla Cisgiordania al Messico, così il mondo riscopre i Muri
di Francesca Paci (La Stampa)

La priorità degli egiziani oggi è la sicurezza. L’elezione di Sisi alla carica che fu di Mubarak e di Morsi sta lì a dimostrarlo. Garantire quella stabilità che possa far recuperare al Paese il terreno perduto in questi tre anni è la sfida del nuovo governo, una sfida multipla di cui il Sinai infiltrato di jihadisti rappresenta uno dei fronti più caldi. Alla luce di questo scenario va letto il progetto per la costruzione di un muro di 320 chilometri per proteggere dal terrorismo il Canale di Suez, uno dei principali asset nazionali. I cantieri, prossimi all’apertura, dovrebbero ultimare nel giro di 8 mesi la barriera alta dai 4 ai 6 metri, sovrastata da filo spinato e sensori notturni ed eretta sui due lati del corso d’acqua artificiale scavato nel XIX secolo per collegare il Mediterraneo col Mar Rosso. Costo previsto: 200 milioni di dollari.  

Meriam: «Resisto grazie a chi combatte per me»
(Avvenire)

Meriam vivrà (non grazie all'Italia). La donna sudanese condannata a morte perché cristiana sarà liberata, dopo le pressioni di Regno Unito e Usa

Tim Cook presenta la Apple del futuro
di Antonio Dini (Wired)

L’epoca dell’armonia. La scelta di Apple, con la presentazione di due ore condotta da Tim Cook al Moscone Center che ha mostrato le due future versioni di OS X Yosemite e iOS 8, non è quella di fare di due sistemi operativi uno solo (come ha fatto Microsoft con Windows 8), ma di integrare i due ambienti in maniera articolata, per rendere l’esperienza utente continua e priva di salti e interruzioni.

Tra le novità da segnalare per gli utenti finali, che vedranno i due sistemi operativi gratuitamente il prossimo autunno (ma già da questa estate è possibile sottoscrivere per avere una versione preliminare di Yosemite), c’è quella di poter scambiare informazioni in modo continuo: telefonate che si possono fare dal Mac (purché l’iPhone sia vicino), pagine web ed email che si continuano passando da una app all’altra, gestione semplificata e potenziata dello streaming di foto, sino a un sistema per la gestione del controllo parentale dei dispositivi iOS (fino a sei) che permette di collegare tutti gli iPhone e iPad dei figli a quelli dei genitori, con un’unica carta di credito e richiesta di autorizzazioni per l’acquisto di ogni singol app, canzone o film.

 

 

LUNEDÌ 2

 

Conti pubblici, per l’Europa al governo mancano nove miliardi
di Marco Zatterin (La Stampa)

Mancano nove miliardi, euro più, euro meno. Più fonti assicurano che la Commissione Ue non lo scrive esplicitamente nella proposta per le raccomandazioni al governo Renzi sul come rimettere l’Azienda Italia sul giusto binario che presenterà oggi pomeriggio. Però la bozza del testo ribadisce l’invito a rispettare gli obiettivi per la sostenibilità del debito e, al suo interno, si nota che la correzione del deficit strutturale pianificata da Roma per avere il bilancio 2014 in equilibrio vale 0,1 punti di pil, mentre Bruxelles la valuta nello 0,7.
La differenza, lo 0,6 del prodotto, è ciò che va trovato. Ovvero i 9 miliardi di cui parlava in principio.
Non è una richiesta di manovra correttiva, non per il momento. Le fonti concordano che la proposta di raccomandazione al Consiglio sul programma nazionale di riforma 2014 dell’Italia «non dice nulla a proposito di uno sforzo aggiuntivo» e basa gli ammonimenti di politica fiscale sulle previsioni presentate in maggio dall’esecutivo.

Non temo le pagelle Ue (video)

L'Ue non abbocca al renzismo
Ecco le (vere) riforme da fare
di Renato Brunetta (Il Giornale)

Sta accadendo qualcosa di paradossale. I giornaloni, proprio mentre si esercitano in una gara di prosternazione a Renzi, ospitano in prima pagina - incipriati con titoli delicati - contenuti demolitivi del peronismo fiorentino. Sia Luca Ricolfi su La Stampa sia Lucrezia Reichlin sul Corriere della Sera, addirittura negli editoriali, mostrano che le riforme di Renzi non esistono, sono vuote, annunci senza forza, contengono coriandoli.
Angelo Panebianco a sua volta spiega che gli 80 euro saranno sbranati dalla Tasi.

#100 Renzi Days (Graphic Novel)

Rai: grattecieli, doppie sedi, un tg da 4 milioni. Ecco i conti della periferia
di Matteo Pucciarelli (Repubblica)

Il caso più chiacchierato riguarda proprio la Firenze di Matteo Renzi. La sede regionale a due passi dal Lungarno e con gradevole vista sui colli toscani la volle Ettore Bernabei, fiorentino, democristiano e potentissimo gran capo di mamma Rai dal 1960 al '74. Non si badò troppo a spese, di mezzo c'era stato anche la grande alluvione e la città si meritava un riconoscimento: 18mila metri quadrati di palazzo ad opera dell'architetto (fiorentino) Italo Gamberini. Oggi ci lavorano 132 persone. Calcolatrice alla mano, fanno 136,4 metri quadrati a testa. Un appartamento di tutto rispetto per ognuno, volendo. 

Il piano di Renzi per prendersi la Rai
L'obiettivo della spending review a viale Mazzini: il commissariamento
(Libero)

Non c'è sciopero che tenga. I dipendenti della Rai hanno proclamato l'astensione dal lavoro per il prossimo 11 giugno. Ma ieri il ministro per l'Economia Pier Carlo Padoan ha ribadito che la spending review di viale Mazzini non si fermerà. Oggetto del contendere sono i 150 milioni di euro di tagli che il decreto Irpef prevede di imporre alla televisione di Stato. Un piano fortemente osteggiato da tutti i sindacati, ma anche dalle opposizioni: dal Movimento 5 Stelle (che ha un suo uomo di punta, Roberto Fico, alla presidenza della Commissione di vigilanza Rai, a Forza Italia passando per Sel. A rischio ci sono soprattutto le sedi regionali. "La tv pubblica come altri enti è sottoposta alle richieste della spending review e queste implicano che ci debba essere uno sforzo di efficientamento" ha ribadito Padoan al Festival dell'economia in corso di svolgimento a Trento.

Siria al voto tra le macerie, alle urne la sfida del regime di Assad
di Alberto Stabile (Repubblica)

"Like Hiroshima! Like Hiroshima!". Ryad Huzam non riesce a trovare parole più drammatiche nel suo modesto vocabolario d'inglese per esprimere tutta la propria disperazione davanti alla scena della sua casa distrutta e saccheggiata. E le grida di continuo, quelle due parole, mentre ci fa strada lungo il vicolo di Hamidyeh, il quartiere cristiano di Homs, invaso dalle macerie e dai rifiuti della guerra, su cui sporge la facciata annerita dalle fiamme e sventrata dai colpi d'artiglieria del palazzo in cui, al primo piano, si trovava il suo appartamento.

In realtà, non è facile descrivere la devastazione, il dolore, la barbarie quando colpiscono una città intera. Si deve forse cominciare dal silenzio profondo che avvolge gli scheletri degli edifici crollati sotto le bombe, le vie scavate in mezzo alle rovine, i posti di blocco dei soldati siriani che, nonostante la tregua, sembrano timorosi di chiunque si avvicini. Oppure da quelle figure leggere e isolate come fantasmi, o come comparse che sfiorano questa scena di morte. Una coppia esce da un cortile diroccato trascinando un grosso pacco e una valigia. Due ragazze camminano al centro della via, una stringendo una pila di libri che rischiano di scivolare per terra, l'altra, due quadri. Alcun manovali scaricano secchi di detriti su montagne di macerie.

Bomba in uno stadio di calcio
Almeno quaranta morti in Nigeria
(La Stampa)

Non si ferma la lunga scia di sangue in Nigeria: stasera una bomba è esplosa in uno stadio di calcio a Mubi, nel nord est del Paese, causando la morte di almeno 40 persone. Altre vittime che si vanno ad aggiungere alla lunga lista che, solo nelle ultime due settimane, ha `contato´ oltre 200 morti in una serie, ripetuta, di attentati firmati da Boko Haram, il gruppo dei sanguinari terroristi islamici che sta seminando il panico sopratutto nel nord del Paese. E che, solo qualche settimana fa, ha rapito oltre 200 liceali che tiene prigioniere, minacciando di venderle come schiave o di darle in sposa forzate dopo averle costrette a convertirsi. 

Mendini Bros
di Michele Masneri (Rivista Studio)

Abbiamo incontrato Alessandro e Francesco Mendini, la coppia di fratelli che da sessant’anni prende in giro il buon design, nel loro atelier. Una conversazione molto milanese su Proust, nel senso della poltrona.

 

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