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Inviato da avatar Giuseppe Argentieri il 14-04-2014 alle 09:15

Buongiorno!

VENERDÌ 18

La lettera del Presidente della Repubblica un anno dopo la rielezione: "Un processo si è rimesso in moto e non è stato bloccato dalla recente crisi di governo"

Vedo bene i lati oscuri e le incognite che, nella sua lettera, lei coglie nel confronto politico e parlamentare attuale. Ma nodi assai importanti sono quelli che dovranno sciogliersi nelle prossime settimane e nei mesi seguenti, innestandosi nel chiarificatore esercizio del semestre italiano di presidenza europea. Confido che quei nodi si scioglieranno positivamente, col contributo essenziale di un governo che opera nella pienezza della sua responsabilità politica e delle sue prerogative costituzionali, e con l’apporto di un arco di forze politiche che vada decisamente oltre i confini dell’attuale maggioranza di governo, in materia di legislazione elettorale e di revisioni costituzionali. Sorrette, queste ultime, dall’eccellente retroterra di analisi e proposte offerto da un’autorevole e imparziale Commissione di studiosi ed esperti che ha presentato la sua relazione finale nel settembre 2013. Da parte mia, in particolare, resta comunque sempre viva l’attenzione e la disponibilità al confronto verso le posizioni critiche, cui lei accenna, di «alcuni costituzionalisti» cui d’altronde sono stato legato in tempi non lontani da rapporti di stima reciproca e di consuetudine amichevole.

Confido, in sostanza, che stiano per realizzarsi condizioni di maggior sicurezza, nel cambiamento, per il nostro sistema politico-costituzionale, che mi consentano di prevedere un distacco comprensibile e costruttivo dalle responsabilità che un anno fa mi risolsi ad assumere entro chiari limiti di necessità istituzionale e di sostenibilità personale.

Governo, pronto il taglio a Irpef-Irap.
Confermati 80 euro in busta paga
di Giampiero Di Santo e Emilio Gioventù (Italia Oggi)

Via libera del parlamento al Def. Al Senato  i si' sono stati 156, i no 92, 2 gli astenuti e palazzo Madama ha approvato a maggioranza assoluta la richiesta di autorizzazione del governo a far slittare al 2016 il raggiungimento del pareggio di bilancio. Hanno votato a favore 170 senatori, contrari 87, 1 astenuto. Anche la camera ha dato il suo via libera con 348 sì e 143 no. Ma il fatto che in senato il governo abbia ottenuto soltanto 156 no contro i 161 della maggioranza che sostiene Matteo Renzi, ha fatto gridare l'opposizione all'avvenuto cambiamento dal Centosinistra- Centro- Nuovo centrodestra a una nuova entità che assomma i voti di Sel e quindi una maggioranza di "sinistra-centro", come è stata prontamente definita. 

Irpef, per ora sconto solo per il 2014
di Marco Mobili e Marco Rogari (Il Sole 24 Ore)

Verso un intervento una tantum sia per aumentare gli sgravi Irpef sia per tagliare la spesa. E per rendere l'intervento strutturale si è lavorato fino a tarda sera a una nuova clausola di garanzia che dovrà impegnare il governo a confermare gli interventi con la legge di stabilità per il prossimo triennio. Interventi già previsti nei tendenziali del Def approvato ieri dal Parlamento. È dunque il giorno della verità per il governo.

Oggi il premier Matteo Renzi dovrà zittire i "gufi" e presentare ufficialmente i conti sul bonus fiscale da 80 euro per chi guadagna fino a 1.500 euro al mese. Ma soprattutto spiegare concretamente come questo bonus non scompaia a fine anno. Anche le ultime bozze circolate fino a ieri sera non avrebbero però soddisfatto a pieno il premier che nel pomeriggio di ieri ha incontrato a Palazzo Chigi, in una riunione fiume di oltre 4 ore, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

Tassa sulle rendite, ecco cosa succederà

di Cinzia Meoni (Il Giornale)

C'è un rischio trappola per i risparmiatori italiani. Ed è legato al ventilato aumento della tassazione sulle rendite finanziarie. Una novità che per certi versi sarà retroattiva, per altri, se non gestita con attenzione, rischia di far perdere quattrini a chi ha investito con un regime, e se ne trova un altro.

Il tema riguarda un po' tutto, esclusi solo i buoni postali, i titoli di Stato e i prodotti a questi equiparati, per i quali l'aliquota resta al 12,5%. Il resto verrà tassato, sembra, dall'attuale 20, al 26%. Parliamo di capital gain su azioni, obbligazioni e fondi comuni; le cedole e i dividendi azionari. Fondi pensione e risparmio previdenziale dovrebbero godere di un'aliquota separata e pari all'11%. Mentre i dubbi (tra i tanti) riguardano anche la tassazione degli interessi dei conti correnti e dei conti deposito, attualmente tassati al 20.

Berlusconi: rispetto decisioni magistrati, piacere fare volontariato
(Reuters)

Silvio Berlusconi, intervenendo in pubblico per la prima volta dopo che i giudici hanno definito martedì scorso come dovrà scontare la condanna per frode fiscale, ha detto che rispetterà le decisioni della magistratura.

"Io sono un uomo delle istituzioni, in attesa che sia riconosciuta la mia innocenza darò corso alle decisioni della magistratura", ha detto alla presentazione delle liste di Forza Italia per le elezioni europee del 25 maggio.

La corsa dei 276 candidati per un posto in Europa
di Andrea Senesi (Corriere)

Duecentosettantasei candidati divisi in sedici liste. La corsa per Strasburgo è partita, dal Nord-Ovest - la circoscrizione elettorale che tiene insieme Lombardia, Piemonte, Liguria e Val d’Aosta - ne arriveranno solo venti. Nomi noti e sconosciuti, big e debuttanti: c’è un po’ di tutto sotto i simboli depositati ufficialmente ieri (e che ora dovranno comunque passare al vaglio dell’ufficio elettorale della Cassazione).
Partiamo dalle liste «maggiori». Dopo (l’auto)esclusione di Stefano Boeri, il Pd ha scelto come capolista la brianzola Alessia Mosca, seguita dalla piemontese Mercedes Bresso e dal «ligure» Sergio Cofferati. In lizza anche i due uscenti, Patrizia Toia e Antonio Panzeri. Poche le sorprese in Forza Italia. Il colpo di teatro atteso da Arcore alla fine non è arrivato e il numero uno sarà l’annunciatissimo Giovanni Toti, consigliere politico di Silvio Berlusconi. Ai primi posti anche le europarlamentari uscenti: Licia Ronzulli, Lara Comi e Iva Zanicchi. Il Nuovo Centrodestra cala un tris d’assi: Maurizio Lupi, Guido Podestà e Gabriele Albertini. Subito dopo, il consigliere comunale Matteo Forte e un altro presidente di provincia, il cremonese Massimiliano Salini. La Lega s’affida al leader Matteo Salvini (da tenere d’occhio anche l’economista anti-euro Claudio Borghi, inserito non a caso al secondo posto della lista), mentre Fratelli d’Italia, dietro la capolista Giorgia Meloni, punta sul piemontese Guido Crosetto e sul milanese Carlo Fidanza.

Il Cav contro Bruxelles: questa Europa non va
di Andrea Indini (Il Giornale)

Alla presentazione delle liste dei candidati alle elezioni europee, il Cavaliere traccia il solco in cui i futuri europarlamentari azzurri dovranno marciare per cambiare quell'Unione europea che, anziché combattere la crisi economica, non ha fatto altro che acuirla in una recessione senza precedenti. Dallo sforamento del 3% annuo nel rapporto tra deficit e pil all'annullamento del fiscal compact, la delegazione forzista andrà a Strasburgo a combattere perché il Paese non sia più "inginocchiato ai voleri della Germania".

Ucraina, accordo a Ginevra per "ridurre la tensione"
(Il Tempo)

Un accordo per "ridurre la tensione" in Ucraina è stato raggiunto al vertice a quattro di Ginevra tra rappresentanti della stessa Kiev, della Russia, degli Stati Uniti e dell'Unione Europea: lo ha annunciato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, secondo cui l'intesa prevede tra l'altro lo "scioglimento dei gruppi armati illegali" in tutte le regioni ucraine, la "riconsegna" degli edifici governativi occupati, lo "sgombero" di strade e piazze presidiate e una "amnistia per tutti i manifestanti", tranne per coloro che hanno commesso "gravi reati". Inoltre, ha proseguito Lavrov, dovrà essere avviato un "dialogo nazionale" nel quale siano coinvolti tutti i "gruppi" e tutte le zone del Paese, e spetterà ai "partiti ucraini" attivarsi per superare l'attuale crisi. Un "ruolo-guida di mediazione" andrà infine assegnato all'Osce, l'Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza in Europa.

Le certezze di Putin e i dubbi sull'Europa
di Ugo Tramballi (Il Sole 24 Ore)

Lo zenit è stato quando Edward Snowden, l'agente americano rifugiato a Mosca, ha chiesto se anche in Russia i servizi segreti controllassero l'intera società. Nella sua infinita trasmissione televisiva fatta di monologhi intercalati da domande del pubblico, Putin ha risposto: «No», il Parlamento lo impedirebbe. La cosa su cui riflettere per aiutarci a capire la crisi ucraina, non è la spiegazione del presidente ma che i russi gli abbiano creduto.

È morto Gabriel García Márquez
di Dario Fertilio (Corriere)

Se n’è andato Gabriel García Márquez, lo scrittore colombiano che ha avvicinato milioni di persone alla letteratura. E’ mancato a 87 anni, in un ospedale di Città del Messico, a causa dell’improvviso aggravarsi di una polmonite. Ma la notizia, anche se preparata dal prolungarsi di un suo precario stato di salute, è luttuosa per milioni di lettori: soprattutto per i tanti figli del Sessantotto che proprio allo scoppio della contestazione erano stati colpiti al cuore da «Cent’anni di solitudine». Un romanzo talmente lussureggiante, libertario, esotico, coinvolgente, da trasformare il luogo immaginario in cui si svolge la storia, Macondo, in simbolo e sinonimo di vita alternativa.

 

 

 

 

 

 

 

GIOVEDÌ 17

Governo a Ue: "Più tempo per il pareggio dei conti"
Scoppia il caso della lettera di Padoan all'Ue
(Ansa)
 

Più tempo per far tornare i conti. E' quanto ha scritto il Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan a Bruxelles. La lettera, in inglese, che l'ANSA è in grado di anticipare, è stata inviata al vicepresidente della Commissione europea Siim Kallas. E ha in allegato sia il Def sia il Piano Nazionale delle Riforme. Il Def serve "come risposta del governo italiano agli effetti della pesante recessione che ha colpito l'economia nel 2012 e 2013, attraverso misure concrete per aumentare la crescita potenziale nel medio termine e per l'attuazione di audaci riforme strutturali".

Meno tasse ai più poveri col taglio dei contributi
di Alessandro Barbera (La Stampa)

Ne hanno discusso riservatamente per giorni. Hanno valutato pregi e benefici dell’una e dell’altra opzione. Ora «la decisione è presa». All’affannosa ricerca dell’equilibrio perfetto fra costi (i dolorosi tagli di spesa) e benefici (stimolo alla ripresa e voti nelle urne) sull’asse Tesoro-Palazzo Chigi hanno avuto un’idea che stravolgerà l’impianto dei mille-euro-per-dieci-milioni fin qui raccontato. Il decreto di domani del governo darà di più a chi (sulla carta) ha meno: il beneficio fiscale da ottanta euro al mese (massimo, la media sarà inferiore) non si concentrerà su chi ne dichiara 1.500 netti, ma su chi si trova attorno a una soglia di 1.200, e poi allargato ai redditi molto bassi.

Cultura, ecco perché affonda la nostra 'grande bellezza'
di Francesca Sironi (l'Espresso)

Matteo Renzi non ha mai amato i custodi del patrimonio artistico italiano: «La cultura è in mano a una struttura ottocentesca», aveva detto da neo segretario del Partito Democratico. «Soprintendente è una delle parole più brutte di tutto il vocabolario della burocrazia», ha scritto nel suo “Stil Novo”. Detto fatto, allora, alla renziana: il 28 febbraio il premier, in uno dei suoi primi Consigli del ministri, ha messo mano alla macchina del ministero per i Beni Culturali (Mibac), seppure seguendo per ora i tagli già previsti da Letta.

A soli quattro giorni dal voto di fiducia, il governo ha così approvato il ridimensionamento di cinque direzioni regionali su 17, ha preannunciato la soppressione di altri 32 posti di vertice e preparato la lettera d’addio per 2285 dipendenti, fra vigilanti, funzionari e segretarie. Così prevede di risparmiare 71 milioni di euro all’anno. Con un altro taglio alla tutela del nostro tesoro. Che, però, questa volta punta dritto al cuore della macchina burocratica chiamata a tutelarlo, indispensabile quanto elefantiaca e spesso inefficiente.

Lombardia noslot. La Regione rilancia, Roma risponde?
di Marco Dotti (Vita)

Crisi o non crisi, infatti, la gente continua a ammalarsi, a sperperare stipendio, risparmi o sussidi e dalle slot machine da bar lo Stato imperterrito incassa 3 miliardi di euro l'anno, scaricando su associazioni, famiglie, volontari e enti locali il disastro che istituzionalmente ha contribuito a produrre.  Il settore dei giochi frutta nel complesso all'Erario 12 miliardi annui.  Cifre da capogiro.

Caos in aula al Pirellone: la maggioranza si spacca sullo statuto speciale alla Lombardia
(Repubblica Milano)

Caos in aula al Pirellone, durante la seduta del consiglio regionale lombardo, dove la maggioranza di centrodestra si è divisa sull'ordine del giorno con la richiesta di inserire lo statuto speciale per la Lombardia fra le richieste di riforme costituzionali da sottoporre a Roma. L'odg, presentato dalla Lista Maroni e sottoscritto da Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia e Pensionati, non avrebbe  avuto l'appoggio del Nuovo centrodestra, come già annunciato i giorni scorsi.

Ucraina, scontri a est: 3 morti e 13 feriti tra i filorussi
(Ansa)

Almeno tre persone sono morte e 13 sono rimaste ferite nel corso di scontri armati tra le forze di polizia ucraine e quelle dei filorussi scoppiati ieri sera e proseguiti nella notte a Mariupol, nella regione ucraina orientale di Donetsk. Lo ha reso noto su Facebook il ministro degli Interni di Kiev Arsene Avakov.

Le due facce della Nigeria, tra terrorismo e miliardi
di Anna Mazzone (Panorama)

"Abbiamo perso molte vite. Il problema dei Boko Haram è un capitolo molto brutto di questo nostro periodo di sviluppo, ma vi prometto che è solo temporaneo e lo risolveremo al più presto". Il presidente della Nigeria Jonathan Goodluck ha confermato il pugno di ferro contro i terroristi, che solo nel 2014 hanno fatto più di 1.500 vittime. Ma Goodluck non parlava unicamente al suo popolo, perché quello che adesso preme al capo dello Stato nigeriano è piuttosto di rasserenare gli investitori esteri. La Nigeria non è solo il Paese dei "terroristi", ma è l'economia più ricca (e al galoppo sfrenato) del continente africano.

Boko Haram in lingua hausa significa "l'educazione è peccato", riferendosi a quella occidentale.

Anche la Silicon Valley punta sull'impegno civico
di Ottavia Spaggiari (Vita)

Si chiama Brigade Media ed è la startup che intende riportare gli Americani ad attivarsi sul proprio territorio. E’ notizia di martedì che Sean Parker, Re Mida indiscusso dell’industria high tech americana, fondatore di Napster e tra i primi investitori di Facebook, di cui, tra l’altro è anche stato presidente, ha investito 9 milioni di dollari nella nuova startup che ha mantenuto, per ora, un profilo bassissimo. Il lancio ufficiale è previsto per i prossimi mesi e fino ad allora le informazioni sulle modalità di attivazione degli utenti attraverso piattaforma, sono riservatissime, a giudicare dai soggetti coinvolti però, sembra che in pentola stia bollendo qualcosa di grosso.

Cara onestà sei ancora una virtù?
di Francesca Rigotti (Avvenire)

L’onestà è una cosa troppo seria per lasciarla in mano ai politici. Il concetto di onestà non si limita al significato economico che definisce onesto chi non ruba, non froda e non corrompe, ma è molto più articolato. Lo dimostra, nel saggio che esce oggi da Cortina Onestà (pagine 166, euro 12) la filosofa Francesca Rigotti. Obiettivo del libro – del quale anticipiamo alcune pagine che prendono spunto dal romanzo di Cormac McCarthy, Non è un paese per vecchi – è restituire un po’ di spessore al sostantivo "onestà", all’aggettivo "onesto" e all’avverbio "onestamente". È rilevante che una persona sia onesta? Non sarebbe meglio piuttosto se fosse compassionevole o generosa. Che cos’è l’onestà? Una virtù? L’onestà delle donne è diversa da quella degli uomini? A tali domande tenta di rispondere questo libro.

 

 

 

 

 

MERCOLEDÌ 16 

 

Intervista ad Andrea Montanino, direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale
"Il peggio è passato, l'Italia può crescere di più"
di Francesca Baronio (Limes)

Nell’ultimo anno abbiamo assistito a un cambiamento significativo. I paesi emergenti - che sono tanti, e non solo i Brics, ma anche altri in America Latina, buona parte dell’Asia e alcuni paesi africani - avevano un’economia lanciata con tassi di crescita molto sostenuti. Per l’Europa il 2013 è stato un anno di recessione in molti Stati. Adesso la situazione è diversa. Dopo anni di crisi, gli Stati europei si stanno riprendendo. Certo, i segni sono ancora deboli, è una ripresa guidata dall’export più che dalla domanda interna, ma iniziano a vedersi dei cambiamenti. Dopo un lungo periodo in cui non arrivavano investimenti e i consumi erano fermi, la gente ricomincia a comprare, per esempio elettrodomestici. La situazione permane fragile e gli investimenti non raggiungono livelli sufficienti. A mio avviso, va rilevata la solidità delle istituzioni europee, che sono il punto di forza del Vecchio Continente e la leva per uscire dalla crisi. 

Def, Padoan scrive alla commissione Ue: "Pareggio di bilancio rinviato di un anno"
(Il Sole 24 Ore)

È partita la lettera del ministero dell'Economia diretta alla Commissione europea per avvertire i vertici comunitari, come prassi, che l'Italia ha rinviato di un anno, nel Documento di Economia e Finanza appena varato dal Governo, il pareggio strutturale di bilancio dal 2015 al 2016. La conferma arriva direttamente dal ministo Pier Carlo Padoan, che cita la lettera mentre illustra i contenuti del Def alle commissioni Bilancio di Camera e Senato: la notifica formale è in viaggio, spiega Padoan rispondendo ad una domanda del presidente Franscesco Boccia, perché la procedura «prevede che la Commissione venga sentita».

Padoan ricorda che «L'anno in corso è l'anno di svolta. La crescita torna a essere positiva» anche se «é ancora fragile e quindi va sostenuta in questa fase», e annuncia a giorni «misure specifiche» a favore di famiglie e imprese con «interventi sulla fiscalità». Poi conferma la fiducia del Governo che l'insieme delle riforme e delle misure strutturali avranno «un impatto permanente importante sulla capacità di crescita del paese», stimata «prudenzialmente» in una crescita del Pil dello 0,3% già nel 2014. Stima «che potrebbe raggiungere gradualmente nel 2018 2,25 punti percentuali in più». «Possono sembrare numeri modesti - ammette - ma non lo sono se si pensa all'eseguità dei valori di crescita dell'Italia negli ultimi decenni». Poi una nota di ottimismo: «non sarei sorpreso se i risultati fossero migliori di quanto previsto adesso», ricordando che la stima del Def é dello 0,8%, più bassa della stima precedente del Governo Letta.

Le nomine fatte da Renzi sono davvero una svolta?
di Giorgio Dell'Arti (Gazzetta)

Beh, è cambiato praticamente tutto. La società più importante in termini di fatturato (168 miliardi) era l’Eni. Qui sono usciti sia il presidente Giuseppe Recchi che l’amministratore delegato Paolo Scaroni. Al loro posto, Emma Marcegaglia (presidente) e Claudio Descalzi (amministratore delegato). La società più importante dal punto di vista del numero dei dipendenti (160 mila) era invece Poste italiane. Anche qui escono il presidente e l’amministratore delegato (Giovanni Ialongo e Massimo Sarmi) ed entrano, rispettivamente, Luisa Todini e Francesco Caio. Capitolo Finmeccanica, molto delicato, è il posto dove si fabbricano, oltre ad altre cose, anche le armi e i suoi vertici precedenti sono finiti in galera. Nell’ultimo periodo la guidavano il poliziotto Gianni De Gennaro come presidente (messo lì proprio per via degli scandali) e il finanziere Alessandro Pansa, figlio del giornalista Giampaolo Pansa, come ad. De Gennaro è stato tenuto in sella – è l’unico sopravvissuto – mentre al posto di Pansa, che aveva riportato l’azienda in utile, è stato nominato Mauro Moretti, che fino ad oggi guidava, con la carica di amministratore delegato, le Ferrovie. Ci sono poi le due società elettriche: il nuovo presidente dell’Enel è Patrizia Grieco, che sarà affiancata dall’amministratore delegato Francesco Starace (subentra a Fulvio Conti); il nuovo presidente di Terna è Catia Bastioli, mentre il nome dell’amministratore delegato non è stato ancora deciso. È in effetti la scelta più difficile: perché l’amministratore delegato uscente, Flavio Cattaneo (celebre non solo per aver guidato la Rai, ma soprattutto per il fatto che la sua compagna è Sabrina Ferilli), è quello che presenta i risultati migliori rispetto a quelli di tutte le altre aziende citate. Sostituirlo è particolarmente difficile.

Berlusconi un anno con anziani e disabili
(Avvenire)

Il provvedimento è stato notificato pco prima di mezzogiorno ai legali dell'ex premier. L'ex capo del Governo a questo punto, dopo avere firmato il verbale con le prescrizioni stabilite dai giudici, avrà colloqui, si presume con scadenza mensile, con il responsabile dell'ufficio esecuzione penale estere l'Uepe, di Milano. All'esito della prova il tribunale di sorveglianza valuterà l'estinzione della pena.

Si è anche saputo che Silvio Berlusconi dovrà scontare la condanna in una struttura indicata dall'Uepe (Ufficio esecuzione penale esterna). Respinta quindi la richiesta dei legali che avevano segnalato una comunità indicata dallo stesso ex premier. Confermata l'anticipazione di Avvenire dei giorni scorsi: Berlusconi andrà in una struttura per anziani non autosufficienti e disabili a Cesano Boscone della Fondazione Sacra Famiglia.

Una domanda a Beppe Grillo
di Davide De Luca (Il Post)

Nell’epica del Movimento 5 Stelle esiste un episodio che credo sia stato ingiustamente trascurato dalla grande narrativa giornalistica: si tratta della storia del SWG4 zip war Airganon che proprio in questi giorni compie due anni. È una storia cominciata il 12 aprile 2012 quando sul canale YouTube di Beppe Grillo venne pubblicato un video dal titolo “Sequestro dei beni ai politici”. Nel filmato Grillo illustra i progressi nella realizzazione di un “algoritmo” a cui stavano lavorando i “migliori tecnici”. L’algoritmo si chiamava SWG4 zip war Airganon (le grafie a volte differiscono perché Grillo non ha mai pubblicato un documento scritto su questo algoritmo) e aveva lo scopo di “sequestrare” il denaro ai politici (in particolare tutto ciò che è stato guadagnato nell’arco di un mandato, sottratto un forfait di 1.200 euro al mese).

Kiev lancia la controffensiva ad Est
Nella regione si rischia la guerra civile
di Anna Zafesova (La Stampa)

Aerei, carri armati, blindati: nell’Est ucraino è cominciata l’operazione contro i separatisti ordinata dal presidente ad interim Olexandr Turchinov. Le forze si concentrano soprattutto a Sloviansk e Kramatorsk, due città della regione di Donetsk da sabato praticamente nelle mani delle milizie armate filo-russe.
Il focolaio di maggiore tensione è il piccolo aeroporto di Kramatorsk, che le truppe ucraine ieri hanno cercato di riprendere. 

Ucraina, offensiva a Est: 4 morti fra gli attivisti filorussi. Usa: Kiev doveva rispondere. Putin: l'Onu condanni
(Il Sole 24 Ore)

È iniziata l'offensiva dell'esercito ucraino nell'est del Paese dove da giorni continuano i disordini. Quattro filorussi sono morti ed altri due sono rimasti feriti in un blitz con cui le forze militari di Kiev si sono rimpossessate dell'aeroporto di Kramatorsk, vicino a Sloviank, Ucraina orientale. Poco dopo l'annuncio del presidente a interim Oleksander Turchinov: le forze ucraine hanno ripreso il controllo del campo aereo militare di Kramatorsk. 

Non è dunque servito l'avvertimento del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov secondo cui l'Ucraina deve fermare le operazioni delle forze di sicurezza contro i dimostranti filorussi nell'Est del Paese. Lavrov alla notizia delle operazioni nell'Est ha dichiarato: «Mosca è profondamente preoccupata dalle notizie sulle vittime come risultato di una operazione di forza svolta da Kiev nell'est dell'Ucraina».

Qui la verità su Putin e l'Ucraina, secondo Giuliano Ferrara.

Facebook diventa banca: le cinque cose da sapere
di Marco Morello (Panorama)

Più volte, nel corso di una giornata, ci colleghiamo a Facebook per leggere gli aggiornamenti di stato, guardare le foto o cliccare sui link pubblicati dagli amici. Oppure chattiamo senza sosta su WhatsApp, fresco acquisto miliardario del sempre più ambizioso Mark Zuckerberg. Bene: in futuro potremo andare molto oltre, sarà possibile usare il social network più affollato del mondo come una banca. La notizia è che il social network avrebbe chiesto in Irlanda, Paese delle sua sede europea, l’autorizzazione per trasformarsi in un’enorme cassaforte virtuale di denaro dei suoi utenti. Che potranno custodirlo o indirizzarlo verso vari scopi. Proviamo a capire cosa significa questa mossa e quali implicazioni, prospettive e rischi porterà con sé. 

Animazione e surrealismo: il "Destino" di Walt Disney e Salvador Dalì
di Helga Marsala (Artribune)

Nel 1945 i destini di due grandi uomini si incontravano. Un incontro felice, ma non immediatamente fortunato. Che avrebbe, tuttavia, lasciato uno straordinario segno, molto tempo dopo. Erano lontani, per interessi, geografie, attitudini. E ad accomunarli, in due modi differenti, c’era una vocazione creativa assolutamente geniale. Si chiamvaano Walt Disney e Salvador Dalì. E insieme s’erano messi in testa di fare un cartone animato. Disney produceva, il compositore messicano Armando Dominguez scriveva le musiche e Dalì, insieme al disegnatore degli studios John Hench, lavorava alle immagini.
Lo chiamarono “Destino”. Otto mesi di fatica e poi, purtroppo, lo stop. L’esplodere della guerra e le improvvise difficoltà economiche, costrinsero la Disney a bloccare il progetto. Hench aveva prodotto un piccolo test d’animazione di diciotto secondi, sperando che un giorno, prima o poi, l’azienda avrebbe recuperato quel sogno. E così fu. Oltre cinquant’anni dopo.

 

 

 

 

MARTEDÌ 15

Dalle magliette a righe ai "blue bloc"
La seducente estetica della rivolta
di Pierluigi Battista (Corriere)

Si sono messi i giubbini blu, per il cambio di stagione della guerriglia urbana. Fino a ieri portavano il nero: i black bloc. Ma da ieri si impone il blu: i blu bloc (o anche in versione sofisticatissima: blue bloc). La violenza seducente, charmant, attraente. Dicono di ribellarsi al dominio dell’immagine, ma ne sono figli, anche molto abili. Un tempo a organizzare la piazza c’erano i servizi d’ordine. Oggi, dietro le quinte, si muove forse un team di coreografi?
L’errore di chi sottovaluta la violenza urbana è che si tratti di cose vecchie, residui di secoli passati. Sui contenuti e gli slogan, forse: fossili di epoche tramontate, cascami iper-ideologici che riaffiorano da Ere geologiche sepolte. Ma sul piano delle forme, delle mode, dell’immagine, della resa mediatica no, i guerriglieri sono modernissimi e capaci di attrarre stuoli di ammiratori. A Roma, mentre devastavano la città, sabato scorso i violenti sembravano calcare una passerella di moda. Il loro blu attirava fotografi e cameraman. Sanno benissimo che nell’epoca del telefonino di massa, le immagini della guerriglia urbana saranno riprodotte in un numero incalcolabile. E dunque bisogna sfidare l’usura del tempo, cambiare gli accostamenti cromatici, fare restyling, offrire un’estetica nuova. Curano i minimi particolari. Sul piano acustico qualcosa di molto rumoroso e scioccante: da qui l’uso dei petardi che fanno botti micidiali (e vittime tra chi li lancia, come il guerrigliero gravemente ferito a una mano). Poi molti fumogeni multicolori: fucsia, gialli, rosa, blu, verdi, in un caleidoscopio cromatico che può degnamente sostituire le fiamme provocate dalle Molotov, i blindati che prendono fuoco, le barricate fumiganti. Dicono che il «sistema» è il loro peggior nemico. Ma loro fanno parte con grande agio del sistema dei media e delle immagini. Non aspettano altro che le telecamere, per questo devono dare qualcosa di nuovo e sorprendente: tante giacca a vento blu, e il gioco è fatto.

Ecco tutte le nomine. Finmeccanica, Moretti al vertice. Eni: Marcegaglia-Descalzi. Poste: Todini-Caio. Enel: Grieco-Starace. Terna: Bastioli
di Luca Pagni (Repubblica)

All'Eni arriva la coppia Emma Marcegaglia come presidente e Claudio Descalzi come amministratore delegato, mentre all'Enel salgono Patrizia Grieco presidente e Francesco Starace ad. Confermate le indiscrezioni di Repubblica.it, sull'arrivo di Mauro Moretti alla guida di Finmeccanica con Gianni De Gennaro rieletto presidente. Alle Poste, mister agenda digitale Francesco Caio, come ad, con Luisa Todini alla presidenza. A Terna, per il momento, è certo soltano il presidente: anche in questo caso si tratta di una manager donna, Catia Bastioli; mentre per l'amministratore delegato serve ancora un giorno di riflessione. 

Riforme, nuovo incontro tra Renzi e Berlusconi a poche ore dall'ok ai servizi sociali
(Il Fatto Quotidiano)

A spiegare il motivo di questo nuovo incontro il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio: “Tutti abbiamo notato una certa difficoltà – ha dichiarato durante la registrazione della puntata di Porta a Porta – un certo nervosismo negli ultimi giorni e credo sia giusto sentirsi per non compromettere il cammino delle riforme, per proseguire questo cammino che così bene fa all’Italia. È bene ed è importante per il bene del Paese che i leader continuino a parlarsi”. Il nervosismo a cui fa riferimento Delrio in effetti è quello che si è fatto sentire sia dentro Forza Italia sia dentro il Pd. Nel primo caso basta prendere l’ultima dichiarazione disponibile del capogruppo alla Camera Renato Brunetta: “Io l’ho letta con grande attenzione, è assolutamente scritta con i piedi, lo dice persino Scalfari che è scritta con i piedi, lo dice Grasso, il mite e ortodosso Grasso, presidente del Senato, che la riforma è scritta con i piedi. Lo dice Veltroni, lo dice Bersani, lo dice persino Cuperlo: e sarà pur vero. Posso dirlo anch’io?”.

Minoranza Pd, inutile criticare Renzi
Serve una nuova iniziativa politica
di Aurelio Mancuso (Gli Altri)

La terra di mezzo dove sono collocate le diverse minoranze del Pd è arida e scomoda. Scotta la sconfitta ancora non digerita, il lutto non è elaborato, fiacca anche gli animi più vivaci e confonde le idee alle menti più brillanti. Eppur qualcosa si muove, e va sotto la categoria della diaspora, per ritrovare lucidità nelle distanze reciproche, lussureggianti oasi abitate da nuove popolazioni e scuole di pensiero. Per ora dal Teatro Ghione sabato scorso si son viste tante facce note, sostanzialmente il gruppo dirigente intermedio uscito sconfitto dalla travolgente cavalcata renziana. I capi delle varie tribù delle sinistre interne Pd, non hanno fornito elementi nuovi di analisi, né in parte son riusciti a discostarsi dal virus del reducismo che quando colpisce è difficile distinguerne i sintomi se intenti a curarsi con il rancore. I richiami organizzativi del tipo “riprendiamoci il Pd”, “avviamo i comitati per la sinistra democratica”, “facciamo noi le tessere, apriamo i Circoli, non siamo minoranza all’interno del partito”, son pannicelli caldi buoni per la retorica momentanea, ma non spostano di un punto percentuale l’isolamento dentro il popolo del centro sinistra e nell’opinione pubblica di una minoranza fermata al 18% alle primarie, incapace di dialogare con l’altra minoranza civatiana (anch’essa rinchiusa nel suo fortino di testimonianza briosa ma autoreferenziale). Eppure in quel teatro le intelligenze non mancavano, nonostante che pezzi consistenti delle aree che hanno sostenuto Cuperlo erano platealmente assenti, già impegnate in altri progetti, che rifuggono dal confronto di quel che si era e si potrebbe di nuovo essere.

Milano è 14a in Europa tra le aree innovative. Ma è anche l'unico polo d'eccellenza italiano
di Andrea Biondi (Sole 24 Ore)

La buona notizia è che l'Italia partecipa al ranking dei migliori. La cosa meno buona è che fra le 34 "regioni" più innovative dell'Europa, il nostro Paese riesce a rientrare solo grazie a Milano e dintorni che nella classifica stilata dalla Commissione europea non va oltre la 14esima posizione.
Nelle 140 pagine della pubblicazione "Mapping the European Ict Poles of Excellence" Bruxelles ha censito, a mo' di atlante, gli hub di eccellenza nell'innovazione nel Vecchio continente. Un ranking cui si è arrivati sulla base di 42 indicatori. E così, dall'esame di 1.303 regioni europee "Nuts 3" è emersa questa classificazione dei migliori hub (quelli con punteggio superiore a 41) con Milano, unica italiana. A farla da padrona è la Germania con 12 poli d'eccellenza su 34. Segue poi il Regno Unito (con 6 hub eccellenti). Guardando al complesso dei risultati, sul podio si trovano posizionati Monaco di Baviera, Londra (Inner London) e Parigi. Per elaborare gli indicatori e misurarli, lo studio della Commissione Ue ha fatto ricorso a numerose fonti di dati e banche dati: graduatorie delle università; informazioni sulle collaborazioni nei progetti di ricerca europei; numero di grandi imprese globali che investono in ricerca e sviluppo presenti in ciascuna regione; dati sui finanziamenti con capitali di rischio o sull'occupazione.

Un numero attivo 24 ore su 24 per le donne vittime di violenza
(dal sito del Comune di Milano)

Una linea telefonica attiva 24 ore su 24 contro la violenza sulle donne. La proposta è stata fatta oggi dall’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino in occasione della firma in Regione dell’accordo sul tema del contrasto alla violenza sulle donne e dell’assegnazione di risorse da destinare alle attività dei centri che si occupano delle donne maltrattate. Nell'incontro si è paralto anche del potenziamento del lavoro con gli altri enti ed istituzioni del territorio. A Milano sono stati assegnati 100mila euro che saranno impiegati dalla Rete dei centri antiviolenza costituita nel giugno del 2012 Negli ultimi tre anni il Comune di Milano tramite questi centri ha contribuito a sostenere 3.778 donne, di cui il 63 per cento italiane.

“Utilizzeremo queste nuove risorse – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino – per continuare le azioni che abbiamo già intrapreso a sostegno delle donne maltrattate, dall’accoglienza in abitazioni protette, all’assistenza psicologica e legale, alla realizzazione di campagne di sensibilizzazione da diffondere anche nelle scuole. Uno dei servizi che intendiamo attivare, in coordinamento con quelli già esistenti, è una linea telefonica attiva 24 ore su 24 per accogliere le richieste di aiuto e avviare percorsi di difesa e di accompagnamento delle donne e dei loro figli”.

La Rete dei Centri Antiviolenza ad oggi compende: Associazione SVS Donna Aiuta Donna Onlus; Associazione Telefono Donna Onlus; Cooperativa Sociale Cerchi d’Acqua Onlus; Fondazione Caritas Ambrosiana; Centro Ambrosiano di Solidarietà Onlus; Soccorso Violenza Sessuale e Domestica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Policlinico Ospedale Maggiore, Soccorso Rosa Ospedale San Carlo e Fondazione Padri Somaschi.

70 anni per la parità sul lavoro
(La Stampa)

Migliorano le condizioni per la donna nel mondo dell'occupazione. Ma resta molto da fare. L'Italia avanza piano. Col piano nomine pubbliche di Renzi potrebbe cambiare qualcosa.
Qualcosa sta cambiando sul fronte della parità fra uomini e donne sul luogo del lavoro. Nel 2013 il divario retributivo di genere a livello continentale si è ridotto (ma le retribuzioni “rosa” sono in genere il 16 per cento più basse per ore lavorate di quelle “azzurre”), mentre è aumentato d'un soffio il numero di signore e signorine ai vertici delle grandi aziende (+0,9% nella media). Molto resta però ancora da fare: al ritmo attuale, calcola la Commissione Ue, ci vorranno circa 30 anni per raggiungere l'obiettivo europeo del 75% di donne occupate, 70 anni affinché la parità retributiva diventi realtà, e 20 anni per una pari rappresentanza nei parlamenti nazionali (almeno il 40% per ciascun genere).

L'Europa ribelle
di Gian Micalessin e Andrea Indini (Il Giornale)

Un tempo era il sogno di milioni di europei, l’ideale capace di unire i Pirenei agli Urali. Oggi, a dodici anni dall’entrata in vigore della moneta unica, a poche settimane dal voto del 25 maggio l’ideale europeo sembra sul viale del tramonto.
Persino nell’Italia, culla degli ideali europei, la rabbia dei cittadini promette di diventare il volano capace di moltiplicare i voti dei partiti “euroscettici”.

 

Sherlock Holmes e il mistero dell'universo senza scopo
di John Horgan (Le Scienze)

In un recente articolo avevo commentato uno strano monologo contenuto ne Il trattato navale, in cui Holmes, che di solito si concentra con autistica ossessione sulla soluzione dei crimini e respinge la metafisica, ragiona sulla rosa come possibile prova dell'esistenza di Dio. Ora ho trovato un'altra perla filosofica nel penultimo racconto della raccolta, La scatola di cartone.

La storia comincia quando una signora riceve un pacco contenente due orecchie, una di uomo e una di donna. Alla fine Holmes riesce a risolvere il mistero, dietro il quale si cela un quadrato amoroso culminante in un doppio omicidio con mutilazioni.

La raccapricciante vicenda si chiude con Holmes che, di umore malinconico, riflette ad alta voce rivolgendosi all'amico: "Qual è il senso di tutto ciò, Watson?... A quale entità giova questo cerchio d'infelicità, violenza e paura? Uno scopo deve esistere, altrimenti l'intero universo sarebbe governato dal caso, il che è impensabile. Ma qual è questo scopo? Ecco il grande, eterno interrogativo dalla cui risposta la ragione umana è più lontana che mai."

 

 

 

LUNEDÌ 14

Scontri a Roma, 40 feriti, decine di antagonisti fermati, città blindata
(Panorama)

Doveva essere una semplice manifestazione contro le politiche del lavoro ed il diritto alla casa. Invece quella organizzata dagli antagonisti in centro a Roma è stata una vera e propria giornata di guerriglia. Giunti nei pressi del ministero del welfare infatti i manifestanti, per lo più a volto coperto, hanno attaccato con bottiglie e pietre la Polizia schierata a difesa dallo stabile.
Le forze dell'ordine hanno risposto con una carica. 30 le persone denunciate, 20 gli agenti feriti, 10 i manifestanti. Tra questi il più grave, un uomo pare di origine peruviana a cui sarebbe esplosa in mano un petardo. Ora si trova in sala operatoria dove i medici stanno cercando di salvargli la mano.

Roma, scontri nel corteo dei movimenti
(La Stampa)

Il “blu-bloc” appare e si scatena in Via Veneto, k-way azzurri tirati fuori all’improvviso e indossati sopra le classiche divise nere degli antagonisti più violenti. E il corteo per la casa e contro l’austerità a Roma degenera in duri scontri con la polizia. Molti feriti, circa una quindicina, un manifestante perde una mano per lo scoppio di un petardo, almeno 6 i fermati. Prima arance e uova, poi bottiglie e bombe carta, alle quali si risponde con lacrimogeni e cariche, due di alleggerimento, ricostruisce poi il Viminale. Lunghi minuti di guerriglia nel centro storico della Capitale. “Una violenza che colpisce l’intera città”, dirà il sindaco Ignazio Marino. 

Dell'Utri, i giorni dell'abbandono
di Marco Travaglio (Il Fatto Quotidiano)

Dopo vent’anni trascorsi a fingere di non vedere e non capire cos’è Forza Italia, farlo ora tutto d’un colpo pare brutto. Con la consueta eleganza, Pigi Battista ci spiega sul Corriere che fra i vari problemi del centrodestra c’è “l’istinto di abbandono di Dell’Utri”. Non è meraviglioso? Se la latitanza di Bottino Craxi era “esilio”, quella di Dell’Utri è “istinto di abbandono”. Del resto Fedele Confalonieri assicura a Salvatore Merlo, l’intervistatore più boccalone del Foglio, che Vittorio Mangano non era un boss sanguinario, ma “una specie contadino capo” che accudiva “un giardino di un milione di metri quadri”. Marcello l’aveva portato su direttamente da Palermo perché “si occupava di tutto, persino delle tende del salotto”. Poi, com’è noto, divenne un manager, un pubblicitario e soprattutto un bibliofilo, molto religioso tra l’altro. Ultimamente – rivela alla Stampa il gemello Alberto – era passato al “commercio di cedri”, e dove se non in Libano? Ma la sua vera passione “è crescere i giovani, formare le coscienze delle persone”. Sono vent’anni che raccontano balle e tutti ci credono. Perché dovrebbero smettere proprio adesso? Hanno ragione loro.

Siccome voglio bene al Cav. gli dico: non far cazzate
di Giuliano Ferrara (Il Foglio)

Siccome a Berlusconi voglio bene, siccome non sono affatto deluso dalla sua storica ventennale performance e non ho preoccupazioni personali o di gruppo, mi auguro abbia altre soddisfazioni e ce le dia nel corso della sua vecchiaia (che tarda parecchio, ginocchio o non ginocchio); siccome so come tutti che ha costruito sé stesso e non un partito, non una coalizione durevole, non una classe dirigente, perché non si può far tutto nella vita e il destino di un uomo così privato e popolare è quello di essere la propria faccia, e basta, chiedo a Berlusconi di non fare cazzate, di riflettere seriamente sulla sua situazione, di mantenere il sangue freddo, se possa. Gli chiedo inoltre, alla luce dei fuorionda che lo vogliono disperato per la sua situazione personale e molto inquieto per i sondaggi che soffrirebbero dell’abbraccio mortale con Matteo Renzi, di considerare che la sua iscrizione nei libri della storia patria, e della storia europea e mondiale, è già fatta, e se le prime righe le scrivono i calunniatori e gli stolti, il libro sarà immensamente più generoso con lui, e lo consacrerà in un tempo nemmeno troppo lungo per ciò che è stato, non per come lo descrivono i guardoni politici e giudiziari che ora lo tengono prigioniero.

L'Italia dei Valori
di Filippo Facci (Il Post)

Ho visto che il Post è rimasto colpito dall’articolo della Stampa secondo il quale sarebbero finite le «crociate sui valori». Capisco bene. Quell’articolo di Fabio Martini a mio dire si presta a più di un equivoco, forse per via dei titoli: «Si è conclusa la stagione delle crociate dei valori», «Nell’Italia che cambia lo scontro sui temi etici passa in secondo piano». In pratica si parte dall’apparente riserbo della Chiesa sulla fecondazione eterologa (dopo che la Consulta ha tolto il divieto) e si presume che ci sia stata una «rottamazione delle ideologie» e che la Chiesa abbia taciuto, dunque, perché è cambiato il mondo: «La crisi economica ha scombussolato la gerarchia dei valori e delle priorità, e le questioni etiche appaiono meno urgenti di quelle legate alla sopravvivenza, al lavoro, al futuro» dice il sociologo Domenico De Masi, mentre secondo il piddino Giorgio Tonini «Papa Bergoglio a sua volta ha favorito il primato delle questioni economiche e sociali, ha relativizzato le questioni eticamente sensibili, ha riproposto l’autonomia della politica».

È stato il Salone dei record
di ChiCa (Il Giornale Milano)

«In voi vedo una Italia viva più di prima, non certo una Italia raggrinzita, che dimostra non solo che ce la possiamo fare, ma che ce la dobbiamo fare», diceva giorni fa Matteo Renzi nella prima passerella milanese da premier agli imprenditori che da martedì a ieri hanno messo in mostra al Salone di Rho il meglio del mobili made in Italy.

Milano, rivoluzione alla Mangiagalli: la diagnosi pre-impianto per dare speranza
di Laura Asnaghi (Repubblica Milano)

La Mangiagalli è di nuovo in prima linea in difesa delle donne. E stavolta la battaglia riguarda la procreazione assistita. L'obiettivo è quello di garantire la diagnosi pre-impianto dell'embrione per le coppie che sono portatrici di malattie genetiche, come la fibrosi cistica, l'emofilia e la beta-talassemia, e che rischiano, a loro volta, di avere dei figli malati. Nel mirino c'è la legge 40, approvata tra mille polemiche nel 2004 e che nel corso degli anni è stata modificata a colpi di sentenze. L'ultimo paletto caduto è quello che vietava la fecondazione eterologa. Ma le battaglie continuano.

Assange: "Siamo spiati 24 ore su 24, rischiamo il totalitarismo"
di Antonello Guerrera (Repubblica)

"Mi continuano a dare la caccia, sei-otto agenti lì fuori non mi lasciano respiro, spendono 12mila sterline al giorno per controllarmi". Dall'ambasciata ecuadoriana di Londra, dove è rifugiato dal giugno 2012, Julian Assange ha parlato in videocollegamento con il Polo Carmignani per la conclusione dell'Open Day della Ricerca, a Pisa. "La mia vita nell'ambasciata non è facile", ha continuato il fondatore di Wikileaks, "posso ricevere qualche visita, ma sono circondato. Dopo il caso Snowden, la pressione nei confronti dell'Ecuador, e non solo, è cresciuta".

Dante, Mozart e il futuro dell'Europa
di Ulrich Beck (MicroMega)

La crisi dell’Europa non è, essenzialmente, una crisi economica. La crisi dell’Europa è una crisi mentale; di più: una crisi di immaginazione della buona vita al di là del consumismo. Gran parte dei critici dell’Europa, degli anti-europei, che ora alzano la loro voce, è prigioniera di una impolverata nostalgia nazionale. In questo senso argomenta ad esempio l’intellettuale francese Alain Finkielkraut: l’Europa ha creduto di potersi costituire senza, o addirittura contro le nazioni.

Viviamo in un multiverso?
di Massimo Sandal (Wired)

I multiversi sono una delle idee più stimolanti e controverse della fisica contemporanea. Il bello è che non c’è un multiverso solo: spuntano dappertutto, in modo indipendente o quasi, da teorie diverse. E vari tipi di multiverso potrebbero anche esistere contemporaneamente. Il concetto di multiverso più semplice dipende soltanto dall’estensione infinita dell’Universo. L’universo osservabile è infatti finito, ma questo non vuol dire che finisca dove finisce il nostro sguardo -per quanto ne sappiamo, al di là lo spazio continua tal quale come da noi. Se veramente si estende all’infinito nello spazio, quindi, per mero calcolo delle probabilità, tutte le possibili combinazioni di materia saranno presenti da qualche parte – incluse infinite copie, più o meno simili, della Terra e anche di noi stessi. Scordatevi però di andare a trovare presto il vostro gemello: quello più vicino si trova, facendo due conti, a circa 10^(10^25) chilometri da voi.

 

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