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Inviato da avatar Giuseppe Argentieri il 24-03-2014 alle 08:46

VENERDÌ 28

Obama: "Colpito da energia di Matteo". Renzi: "Usa modello". E chiede aiuto sui marò
di Piera Matteucci (Repubblica)

 

"Sono colpito dall'energia e dalla visione che Matteo porta con sé in questo nuovo incarico, c'è visione, c'è ambizione ed è un fatto positivo non solo per l'Italia, ma per l'Europa - ha detto Obama -. L'ho accolto in America quando era sindaco con altri sindaci e spero di accoglierlo di nuovo come primo ministro", ha aggiunto Obama, che ha espresso grandi speranze nel successo del premier italiano: "Ho fiducia nelle riforme di Renzi, il premier saprà portare avanti l'Italia". Al presidente del Consiglio il presidente Usa ha rivolto complimenti anche per l'impegno per i giovani e il lavoro: "Chi gode della globalizzazione è ai vertici, ma chi è in mezzo ha sempre più problemi. Dobbiamo raddoppiare gli sforzi per educare i giovani e fornire competenza per il lavoro. È fondamentale sostenere i giovani e i disoccupati e so che il governo italiano lo sta facendo".

 

Barack Obama intimidito in Vaticano davanti al carisma di Bergoglio
di Michele Brambilla (La Stampa)

 

Si parlerà molto, ovviamente, dei contenuti del colloquio tra Obama e il Papa. Sulle questioni di politica internazionale, sul disarmo e sulla povertà, sulle cose che uniscono e su quelle che dividono, ad esempio l’aborto e il matrimonio gay. È giusto, naturalmente, tener conto di questi discorsi, che senz’altro ci sono stati. Ma sarebbe sbagliato fare come si fa di solito, cioè considerare l’incontro di oggi come l’incontro tra due capi di Stato. Obama lo è, un capo di Stato; il Papa no. Sono due persone che viaggiano su piani differenti. Uno si occupa delle cose del mondo; l’altro delle cose del mondo pensando che il mondo non è l’ultima parola sulla vita.

Certo anche Obama, per la sua storia, ha incarnato e incarna ancora una speranza. Ma la speranza incarnata dal Papa, e riposta da miliardi di uomini e donne in un «capo» senza esercito e senza impero, è il segno di qualcosa d’altro, di una risposta non solo alle nostre domande penultime sul senso della vita, ma anche alle ultime.

 

Bertinotti: "Ha ragione Marine Le Pen, oggi lo scontro è tra alto e basso della società"
di Angela Azzaro (Gli Altri)

 

 

«Il conflitto si è spostato. Non è più tra destra e sinistra ma tra alto e basso. Su questo ha ragione Marine Le Pen che deve il suo successo alla comprensione di questo cambiamento». Fausto Bertinotti non è affatto sorpreso del risultato francese che va letto ancora prima come la vittoria di Front National, come la sconfitta della sinistra di Hollande. Chi oggi si stupisce di questa disfatta vuol dire che è in malafede o che non ha capito davvero quello che sta accadendo in Francia come in tutta l’Europa: «Lo scontro oggi è tra le élites e il popolo».

 

Altro che effetto Le Pen, ora frenano gli anti euro: Grillo arretra alle Europee
di Sergio Rame (Il Giornale)

 

Il M5S perde il 2%. Salgono Lega e lista Tsipras. Piange Alfano: Ncd rischia di rimaner fuori

Il grosso delle preferenze se le spartiranno Forza Italia, Partito democratico e Movimento 5 Stelle. Nella rilevazione Euromedia i grillini si attestano al 20,8%. Una settimana fa era dati al 23,1. Un vero e proprio tracollo di preferenze. Oltre due punti percentuali andati in fumo. Resta stabile, invece, il partito di Silvio Berlusconi che dovrebbe portare a casa il 22,2%. In leggera flessione anche il Pd: mentre Emg lo dava al 32,4%, Euromedia lo rivede al ribasso (31,5%). Se si guarda alle coalizioni, le differenze si assottigliano ulteriormente: il centrosinistra è dato al 35,8%, il centrodestra al 35,2%.

 

L'uomo un po' forte
di Luca Sofri (Wittgenstein)

 

Qualche giorno fa, alla presentazione del suo libro, Caterina Soffici ha risposto a una domanda spiegando di essere d’accordo con Corrado Augias, su Matteo Renzi: “È un bullo, ma è il bullo che ci serve”, ha detto, riprendendo appunto una cosa che Augias aveva detto alle Invasioni Barbariche. E che in forme varie hanno scritto in molti, persino diversi che fino a prima del governo Renzi dicevano minacciosi “È un bullo, e non ci serve un bullo così”.
Quello che mi interessa è la cautela circospetta ma ormai inutile con cui molte persone si stanno avvicinando a confessare il desiderio dell’uomo forte. Ora, sono il primo a dire che delle cose conta la sostanza e non il nome che dai loro: ma proprio per questo penso che in molti dovrebbero superare l’ipocrisia e l’imbarazzo con se stessi, e ammettere che quello “che ci serve”, “di cui il paese ha bisogno”, eccetera, è la stessa cosa che chiamavano “deriva autoritaria” o cose simili, e appunto “uomo forte” (oggi pure Cuperlo su Repubblica nega di avere timori di questo genere, con Renzi, e dice che più poteri al PresdelCons è una buona cosa). E sarebbe bene che lo facessero per rendersi conto che le qualità individuali di alcuni leader – comprese quelle di decisionismo, concretezza e autorità – sono essenziali per dare risultati al loro ruolo, se associate a visioni, competenze e progetti. E che il problema degli “uomini forti”, dai metodi spicci e che “parlano chiaro” è di solito che quegli uomini non sono granché, in termini di visioni, competenze e progetti, e a volte nemmeno in termini di qualità umane e intellettuali. E che qualcuno – spesso i loro stessi critici per primi – li disegna sufficienti a risolvere ogni cosa.

 

Nel padiglione di Expo che racconterà l'Italia: cibo, design ed emozioni
di Elisabetta Soglio (Corriere Milano)

 

A 400 giorni esatti all’apertura di Expo, nel pieno di un’inchiesta che, con mille distinguo, ha allungato ombre sull’esposizione che l’Italia dedica al tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita , la presidente della società e commissario del Padiglione Italia, Diana Bracco, visita il cantiere. Gli operai sono al lavoro, i camion entrano ed escono, le ruspe sono in azione: il decumano, l’asse principale su cui i Paesi costruiranno i loro padiglioni, ha ormai preso forma. Ci sono già una parte delle tende (realizzate con un tessuto speciale, testato dal Politecnico, che protegge dall’acqua ed evita il surriscaldamento) che copriranno questi spazi. Il terreno dove a giorni arriveranno le squadre tedesche per iniziare il lavoro è perfettamente recintato. All’inizio di ogni spazio ci sono già i cartelli e la bandiera del Paese ospitato. E, aspetto che sta a cuore alla presidente Bracco, sono concluse le fondamenta di Palazzo Italia. Il cronoprogramma di questa struttura, come spiega il responsabile del procedimento, l’ingegner Antonio Acerbo, «non può sgarrare di un minuto. Entro fine agosto devono essere completati i 9 mila metri quadrati lungo cui si snodano i cinque piani». Poi, si procederà con le opere murarie e le finiture. Infine, dal febbraio 2015, si penserà agli allestimenti interni. 

 

Dagli studenti i progetti anti degrado
(Il Giornale Milano)

 

«Ri-formare Milano» a partire dai talenti universitari: gli studenti del Politecnico hanno presentato allo spazio Guido Nardi i lavori, realizzati in accordo col Comune, per eliminare il degrado urbano. In esposizione già i progetti per Porto di Mare, via Mecenate, l'area dell'ex macello: sono solo alcune delle zone interessate.
Il re-styling prevede residenze, negozi, spazi di coworking, centri culturali. Nascono dal lavoro degli studenti dellascuola di Architettura e Società e hanno impegnato gli allievi in una seriedi studi per la riqualificazione di aree degradate. Altre zone toccate sono l'area del cinema maestoso, corso XXII marzo, via Sigieri, le Case Bianche e via Ugo Monneretde Villard a Lambrate. «C'è tanto bisogno di rigenerazione dellestrutture esistenti a Milano», ha commentato il vicesindaco e assessore all'Urbanistic, Ada Lucia De Cesaris.
La mostra sarà esposta anche alla Triennale.

 

Cina, la banca centrale investe in Eni ed Enel
(Lettera43)

 

Mai, prima d'ora, la Cina aveva investito in una sussidiaria dello Stato italiano.
Non con «partecipazioni rilevanti», perlomeno.
Dal 27 marzo, sono addirittura due le aziende controllate dal ministero dell'Economia che possono contare su capitali sostanziosi provenienti da Pechino: Eni ed Enel. Non due aziende qualunque.
La banca centrale cinese, la People's Bank of China (Pboc), infatti è salita al 2,102% della prima e al 2,071% della seconda, secondo quanto rivelato dagli aggiornamenti Consob sulle partecipazioni rilevanti.

 

'Ndrangheta più ricca di McDonald's
di Anna Ditta (The Post Internazionale)

 

Un fatturato da fare invidia alle più grandi multinazionali. Con i suoi 53 miliardi di euro – pari al 3,5 per cento del nostro Pil – lo scorso anno la 'ndrangheta calabrese ha raggiunto un giro di affari pari a quello della Deutsche Bank e di McDonald's messi insieme. Il dato è stato rivelato da uno studio dell'istituto di ricerca italiana Demoskopika, che ha elencato le principali fonti di reddito della criminalità internazionale.
Il traffico di droga è l'attività più proficua per la mafia calabrese, che ha ricavato da esso 24.2 miliardi di euro, mentre lo smaltimento dei rifiuti illegali le ha fruttato ben 19.6 miliardi. Risultano significativi anche i guadagni criminali relativi a estorsioni e usura (2.9 miliardi di euro), agli appalti pubblici (2.4 miliardi di euro) e al gioco d’azzardo (1.3 miliardi di euro). Vendita di armi, prostituzione, contraffazione di merci e contrabbando sono stati meno redditizi, facendole guadagnare complessivamente meno di 1 miliardo di euro.

 

"Battle to death" immagini dalla Siria
di Antonietta Nembri (Vita)

 

Documentare è «fondamentale», occorre far sapere «cosa succede nel nostro mondo». Documentare, far sapere, mostrare: sono questi i verbi o per dirla con le sue parole «la ragione etica e morale che mi porta a far entrare lo sguardo delle persone in certi tipi di zone. Occorre far sì che certe situazioni non passino inosservate». A parlare è Fabio Bucciarelli, fotoreporter specializzato nella documentazione dei conflitti e delle conseguenze umanitarie della guerra.
Le immagini del suo progetto “Battle to death” (Battaglia alla morte) sono protagoniste della mostra alla Galleria Belvedere di Milano.
Negli scatti di Bucciarelli il conflitto siriano, un sguardo a 360 gradi che colpisce come un pugno allo stomaco. La guerra in Siria è entrata nel suo quarto anno, le immagini del reportage di Bucciarelli che si possono vedere (fino al 19 aprile) raccontano le due settimane passate dal fotografo come “embedded” della Free Syrian Army ad Aleppo «essere aggregato ai guerriglieri aveva il vantaggio di poter andare nelle posizioni più avanzate», spiega.

 

 

GIOVEDÌ 27

L'INTERVISTA al presidente degli stati uniti
Obama: «Il Papa ci incalza, non ci abitueremo alle diseguaglianze»
di Massimo Gaggi (Corriere)

 

Renzi: a testa bassa, dobbiamo essere primo partito
(Ansa)

 

"Andiamo a testa bassa perchè dobbiamo vincere le europee ed è difficile in alcuni comuni.  Dobbiamo essere il primo partito in Italia, il secondo nel Pse". Così Matteo Renzi all'assemblea dei parlamentari Pd illustrando il cammino delle riforme. I cantieri per 3,5 miliardi sulla scuola partiranno da giugno. Il premier ha spiegato che i 3,5 miliardi di investimenti per la scuola sarebbero conteggiati fuori dal patto di stabilità, così come un altro 1,5 miliardi di investimenti contro il dissesto idrogeologico.

 

Ddl Delrio: le province cambiano, nascono città metropolitane e aree vaste
(Repubblica)

 

Via libera del Senato alla fiducia sul Ddl che riguarda province e città metropolitane: 160 i voti a favore, 133 quelli contrari. Il testo torna ora alla Camera per la terza lettura.

Con il ddl delrio sulle città metropolitane, le province, unioni e fusioni di comuni si modifica la struttura degli enti locali, in attesa della riforma del Titolo V della costituzione che modificherà nuovamente organi e funzioni. Nascono le città metropolitane e le aree vaste, ossia fusioni di comuni, a loro spetteranno i compiti oggi ricoperti dalle province.

 

Fisco: regione per regione, ecco chi paga di più e chi paga di meno
di Ma.l.C. (Il Sole 24 Ore)

 

Lombardia prima regione per gettito Irpef, con oltre un quinto del totale. I campani versano meno di un quarto dei lombardi mentre i testa per gettito procapite il Lazio e a poca distanza la Liguria. Ecco lo spaccato delle principali regioni italiane.

 

Onda, 19 studenti rischiano fino a 15 anni per "devastazione e saccheggio" in Statale a Milano
(Repubblica Milano)

 

Rischiano di essere condannati a 15 anni di carcere 19 studenti che nel dicembre del 2008, durante le proteste del movimento dell'Onda', occuparono l'Università Statale di Milano portando via dalla mensa e dal bar dell'ateneo, secondo le accuse, un "ingente quantitativo di derrate alimentari" e danneggiarono alcuni locali dell'edificio. I giovani sono accusati di "devastazione e saccheggio", un reato che prevede una pena compresa tra un minimo di otto anni e un massimo, appunto, di 15 anni di reclusione.

 

Pisapia rilancia la sfida Expo: "In gioco il futuro del paese"
di Gianninio della Frattina (Il Giornale Milano)

 

Per il sindaco Giuliano Pisapia intervenuto ieri al congresso lombardo della Cgil, «a Milano e in Lombardia si gioca il destino del Paese, si costruiscono le speranze e le opportunità per i lavoratori e per le imprese, si decide quale modello di società vogliamo costruire in Italia». Spiegando che «abbiamo di fronte grandi sfide, dall'Expo alla Città metropolitana». E la soluzione è «lavorare tutti insieme, non c'è via migliore per andare avanti e ottenere i risultati». Il commissario Sala ha poi annunciato anche l'adesione del Marocco all'Expo. È il Paese numero 146, attendendo per oggi l'incontro del premier Matteo Renzi con il presidente Barack Obama che potrebbe confermare la partecipazione degli Stati Uniti.

 

Discorso di Barack Obama ai giovani europei, Bruxelles
"Non possiamo dare per garantita la libertà in Europa e nel mondo"
(La Stampa)

 

Nel corso della storia dell’umanità, le società hanno affrontato il problema di come organizzarsi e cercato i mezzi migliori por risolvere gli inevitabili conflitti tra gli Stati. E fu qui in Europa, attraverso secoli di lotta che un particolare insieme di ideali ha cominciato a nascere.

Quella convinzione che - con coscienza e libero arbitrio - ciascuno di noi ha il diritto di vivere come desidera. È la convinzione che il potere derivi dal consenso dei cittadini e che le leggi e le istituzioni dovrebbero essere istituite per proteggere tale visione. Queste idee hanno alla fine ispirato un gruppo di coloni al di là di un oceano e ancora guidano l’America di oggi. Tra queste idee c’è la semplice verità che tutti gli uomini e le donne sono stati creati uguali. 

 

Obama a Bruxelles per cercare un'intesa con la Ue su Ucraina e libero scambio
di Beda Romano (Sole 24 Ore)

 

Barack Obama è arrivato ieri sera a Bruxelles, seconda tappa del suo viaggio in Europa che questa sera lo porterà a Roma. Il presidente americano avrà colloqui con il vertice dell'establishment comunitario, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy e il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso. Da tempo le relazioni tra i due blocchi sono difficili, segnate dagli scandali sulle intercettazioni telefoniche e dalle incomprensioni in politica estera.

 

Obama minaccia Putin, ma dobbiamo credergli?
di Giorgio dell'Arti (Gazzetta)

 

Guerra? Glielo domando perché so di movimenti di truppe russe ai confini con l’Ucraina orientale, di minoranze russe che dalle repubbliche baltiche ex sovietiche invocano a Mosca la liberazione, mentre polacchi, estoni, lettoni, lituani avrebbero chiesto la protezione della Nato contro il risorto orso russo che sembra tenti di papparsi territori che erano già suoi ai tempi del comunismo.

Sì, per ora si parla solo di questo. Ieri Obama ha detto: «Sta alla Russia agire in modo responsabile dimostrandosi disponibile a rispettare le norme internazionali: se non lo farà dovrà aspettarsi costi ulteriori». Se la Russia «andrà oltre» sono pronte sanzioni settoriali che possono colpire l’energia, la finanza ed il commercio. «Se il popolo ucraino potrà prendere una decisione credo che sarà quella di avere rapporti sia con la Russia che con l’Europa, in un gioco in cui tutti possono guadagnare qualcosa». «Ci stiamo organizzando in modo ancora più intenso per fare in modo che ci siano piani di emergenza e tutti gli alleati abbiano delle garanzie. Agiremo in loro difesa qualunque cosa accada: questa è la Nato. Ogni alleato della Nato ha la rassicurazione che tutti noi, inclusi gli Stati Uniti, ribadiamo pieno sostegno al concetto di difesa collettiva previsto dall’art.5 del Patto Atlantico. Ci sono momenti in cui l’azione militare può essere giustificata». Per inciso, Hollande ha fatto sapere che invierà quattro caccia (due Rafale e due Mirage) per «rassicurare i nostri fratelli polacchi e baltici». La Polonia è sotto la protezione degli Awacs americani (aerei spia) e vuole accelerare la messa in opera dello scudo stellare Usa.

 

La mossa dell'Italia sui marò: "Non si presenteranno in aula"
(Il Giornale)

 

Il no è secco. L'Italia non riconosce la giurisdizione indiana sul caso dei marò, e per questo rifiuterà il processo e non presenterà i suoi fucilieri in tribunale.
L'inviato speciale del governo per la questione dei due fucilieri, Staffan De Mistura, appena rientrato dall'ennesima missione a New Delhi, ha aggiornato il parlamento sulle iniziative per uscire da una vicenda che si trascina da oltre due anni. E che verrà sollevata dal premier Matteo Renzi anche con il presidente americano Barack Obama oggi a Roma.

 

 

MERCOLEDÌ 26

“Premier revocherà ministri” Renzi e Forza Italia d’accordo Oggi abolizione province
di Claudio Tito (Repubblica)

 

La proposta è contenuta nel ddl che cambierà il Senato. La maggioranza però è stata battuta due volte sugli Enti locali. Pubblico impiego, via ai tagli di stipendio e ai prepensionamenti. Bocciate le richieste di incostituzionalità avanzate da M5s. Ipotesi fiducia sulla cancellazione delle province. L'ex sindaco di Firenze: "Se passa, tremila indennità in meno da pagare"

«Il premier potrà revocare i ministri». Renzi e Forza Italia dicono sì alla proposta di modifica costituzionale, da introdurre nel testo di riforma del Senato.

Intanto a Palazzo Madama per due volte, in commissione, sul ddl sugli enti locali la maggioranza non ce la fa. Oggi si vota per l’abolizione delle province. Il presidente del Consiglio: «Se passa, ci saranno tremila indennità in meno da pagare». Il ministro Madia annuncia tagli di stipendio e prepensionamenti nel pubblico impiego.

 

Province, oggi volata finale Renzi pensa alla fiducia
di Andrea Malaguti (La Stampa)

 

Avanti con l’abolizione delle Province. O per lo meno a qualcosa che vagamente gli somiglia. Alle otto di sera, crepuscolo di una giornata piuttosto complicata, Matteo Renzi, consegna a Twitter l’ottimismo inquieto di chi se l’è vista brutta. «Se domani passa la nostra proposta, tremila politici smetteranno di ricevere un’indennità dagli italiani. #lavolta buona». Se domani passa.  

 

Fs: buono il piano industriale di Moretti. Ma non basta
I numeri presentati il 25 marzo non sono sufficienti a indicare il gruppo come esempio di eccellenza internazionale. Ci spiega perché Ugo Arrigo, l’economista che ha descritto Fs come una delle aziende di trasporto più aiutate dallo Stato
di Stefano Caviglia (Panorama)

 

I ricavi dovrebbero aumentare di 9,5 miliardi, gli utili del 6,9% l’anno e gli investimenti giungere a quota 24 miliardi, di cui 8,5 in autofinanziamento. Dopo le polemiche sullo stipendio, arriva la presentazione del piano industriale 2014-2017 per l’amministratore delegato di Fs Mauro Moretti. Ed è una specie di rivincita. Il manager ne ha un po’ per tutti. Dal presidente del Consiglio («Vediamo se riesce a convincermi») a chiunque lo abbia criticato per i suoi toni («Fare l’a.d. è fatica, non un gioco»). Davvero i suoi numeri bastano a suffragare la rappresentazione del gruppo come esempio di eccellenza internazionale? «Il paragone andrebbe fatto con le Ferrovie della Gran Bretagna, dove i biglietti sono un po’ più cari, ma non esistono sussidi e la qualità maggiore», risponde Ugo Arrigo, l’economista che ha indicato Fs come una delle aziende di trasporto più sussidiate d’Europa. Scatenando le ire di Moretti, con tanto di minacce di querela all’Istituto Bruno Leoni, che ha pubblicato lo studio. «Vorrà dire che dopo aver calcolato quel che Fs è costata agli italiani negli ultimi vent’anni» aggiunge Arrigo «ci dedicheremo al capitolo successivo: analizzare in dettaglio come spende i suoi soldi».

 

Maroni: per sostituire Rognoni un bando pubblico per 15 giorni
(Corriere Milano)

 

Ci sarà un bando pubblico, della durata di 15 giorni, per trovare il sostituto di Antonio Rognoni, il direttore generale di Infrastrutture lombarde, arrestato nell’ambito dell’inchiesta della Procura milanese sulla società di Regione Lombardia. Lo annuncia il governatore lombardo Roberto Maroni, durante il suo intervento in Consiglio regionale, riunito a Palazzo Pirelli, a Milano, dove si è presentato, a chiusura lavori dell’aula, come richiesto dalle opposizioni, per riferire in merito alla vicenda della partecipata regionale. «Ci sarà un avviso di presentazione dei curricula che verranno valutati da una commissione che mi darà quello migliore», spiega Maroni, secondo le procedure previste dalla legge.

 

Alla Scala Concerti low cost per 6 mesi di evento
(Il Giornale Milano)

 

Una ventina di titoli d'opera, senza contare balletti e concerti: la prossima stagione della Scala si annuncia «extra large», per qualità e quantità, anche se non per i prezzi. Sono in cantiere, infatti, anche delle serate low cost con il biglietto (venduto solo al botteghino) a
metà prezzo. Un modo per avvicinare al teatro anche chi non si può permettere le tariffe intere. Ieri Alexander Pereira - che sarà sovrintendente da settembre - ha presentato la stagione ai sindacati. Il cartellone è particolarmente impegnativo perché nei 6 mesi di Expo il teatro sarà aperto ogni sera per offrire spettacoli a visitatori. L'apertura della stagione sarà col «Fidelio» di Beethoven mentre la «Turandot» inaugurerà Expo.

 

Elia Francesco De Nittis, nostro iscritto, ci segnala questo suo intervento: Quando la cialtroneria diventa pericolosa
Cosa ne pensate?

 

Il “caso Ilva” arriva in Europa
(MicroMega)

 

Il 10 aprile prossimo, a Bruxelles, PeaceLink incontrerà il Commissario Europeo all’Ambiente Janez Potocnik per fare il punto sulla questione ILVA/Taranto e chiedere che si avanzi più velocemente con la procedura di infrazione lanciata contro l’Italia il 26 settembre scorso.

In questi mesi, Antonia Battaglia ha tenuto la Commissione ed il Parlamento Europei costantemente aggiornati in merito alla situazione di Taranto, attraverso numerosi rapporti per dettagliare i diversi aspetti riguardanti l’ILVA e attraverso frequenti incontri e contatti telefonici.

 

Obama: «Spero che la Russia faccia le scelte giuste. La Nato c’ è»
Il presidente Usa all’Aja, dopo il summit sulla sicurezza nucleare: «Siamo pronti a reagire. Ci sono momenti in cui l’azione militare è giustificata»
(Corriere)

 

«Sta alla Russia agire in modo responsabile dimostrandosi disponibile a rispettare le norme internazionali: se non lo farà dovrà aspettarsi costi ulteriori». Così il presidente Usa Barack Obama parlando all’Aja in una conferenza stampa a margine del summit internazionale sulla sicurezza nucleare degli sviluppi della crisi in Ucraina. Se la Russia «andrà oltre» sono pronte sanzioni settoriali che possono colpire l’energia, la finanza ed il commercio, ha aggiunto il presidente Usa, nella prima conferenza dopo l’espulsione della Russia dal G8, avvenuta lunedì.«Se il popolo ucraino potrà prendere una decisione credo che sarà quella di avere rapporti sia con la Russia e che con l’Europa, in un gioco in cui tutti possono guadagnare qualcosa», ha proseguito Obama, che ha ammesso che sarebbe disonesto ritenere “semplice” la soluzione della crisi ucraina. Il premier olandese Mark Rutte, in conferenza stampa con Obama, ha ribadito che le sanzioni occidentali saranno fatte in modo «da colpire in modo mirato soprattutto la Russia» ed evitare conseguenze per gli altri paesi, in particolare Europa e Canada.

 

Berlusconi: “Sbagliato escludere Putin dal G8”
di Franco Grilli (Il Giornale)

 

Silvio Berlusconi non condivide la decisione presa dai leader riuniti all'Aja di escludere la Russia dal G8. L'ex premier la bolla anzi come "antistorica e controproducente" e "contraddice il lungo e ponderoso lavoro diplomatico portato avanti dall'Italia e dai governi da me presieduti per includere a pieno titolo la Russia nel consesso delle democrazie occidentali".
È stato proprio il leader di Forza Italia, ricorda, "nel '94 a invitare per primo il presidente Eltsin al G7 di Napoli e nel 2001 a trasformare il G7 in G8 con il presidente Putin a Genova. E ancora nel 2002 a volere e a concludere l'alleanza strategica tra la Nato e la Russia celebrata al vertice di Pratica di Mare. Trovo davvero avventate e lontane da questo spirito costruttivo tutte le decisioni prese in queste ore dalle diplomazie occidentali".

 

Russia e Stati Uniti, la guerra economica che danneggia soprattutto l’Europa
di Claudia Astarita (Panorama)

 

Quella in cui sono rimasti invischiati Barack Obama e Vladimir Putin è una guerra prevalentemente economica, le cui conseguenze risultano al momento incalcolabili, sia per i due contendenti, sia per l'Europa che, dopo essersi limitata a osservare le loro mosse, ha deciso di scendere in campo al fianco di Washington.
Dati alla mano, un conflitto commerciale tra Russia e Occidente sarebbe quanto meno tragico. Negli ultimi dodici mesi l'Unione Europea ha esportato in Russia beni il cui valore complessivo si attesta sui 123 miliardi di euro, e ha importato risorse per 212 miliardi. Tuttavia, è evidente che se Putin può tentare di fare a meno di macchinari, automobili e beni di consumo assemblati al di là degli Urali, l'Europa potrebbe fare molta più fatica a mantenere i suoi attuali ritmi produttivi senza il sostegno delle risorse della Russia.

 

 

MARTEDÌ 25

Renzi, verso l'Italia grande fiducia e curiosità
(Ansa) 

 

Dopo il voto in Francia con l'avanzata dell'estrema destra "l'Europa deve prendere atto di un diffuso senso di contestazione e di antipolitica" e quindi "mettere al centro la crescita e la lotta alla disoccupazione". Lo ha detto il premier Matteo Renzi all'Aja. Renzi ha poi aggiunto: "Verso l'Italia c'è grande fiducia e curiosità; gli italiani devono avere grande consapevolezza del loro ruolo". "Al di là del nome del primo ministro, l'Italia è rispettata e apprezzata a livello mondiale", ha proseguito esortando a smetterla con "il provincialismo". 

 

Le liste del PD per le europee
di Stefano Menichini (Il Post) 

 

Matteo Renzi fa benissimo a non voler mettere il proprio nome sul simbolo del Pd per le elezioni europee. Su questo punto seguiamo la dottrina Bersani, dice lui. E ha ragione.
Forse abbiamo finalmente compreso che il destino di un partito, di una comunità di persone, è compromesso dall’assenza di una leadership forte; d’altronde, quando questa leadership c’è va sfruttata al massimo preservando però le possibilità future. Il Pd sta meglio oggi con Renzi segretario che mai in sette anni di vita, ma deve attrezzarsi a star bene nella società, nel sistema politico e sul mercato elettorale godendo di una guida politica, più che di un traino carismatico.

 

L'indipendenza del Veneto, non sottovalutare
di Marco Ventura (Panorama)

 

In Europa, oggi, questa febbre secessionista è diffusa, anzi onnipresente. Le scadenze del 2014 più rilevanti sono quelle dei referendum scozzese (concordato con Londra) e catalano (osteggiato da Madrid), e le elezioni di maggio nelle Fiandre, la regione più ricca del Belgio dove si parla una lingua neerlandese diversa dal francese dei Valloni. Nel caso delle Fiandre e di Barcellona, si tratta di regioni ricche, che danno più di quello che ricevono dallo Stato centrale. Nel caso della Scozia, invece, l’effetto positivo per Edimburgo di una eventuale secessione sarebbe assai controverso (nonostante la Scozia non sia priva di risorse, principalmente petrolio, gas e whisky). Intanto ecco che la Crimea si separa dall’Ucraina nell’aspirazione a unirsi alla Russia, di fatto se non formalmente. E brillano sotto la cenere i focolai basco in Spagna, nordirlandese in Gran Bretagna, corso in Francia.

 

Infrastrutture Lombarde, il manager arrestato guadagnava più di 800mila euro all'anno
(Repubblica Milano)

 

Oltre tre milioni di euro in quattro anni. A tanto ammonta lo stipendio come manager pubblico di Antonio Rognoni, l'ex direttore generale di Infrastrutture Lombarde ed ex amministratore delegato di Concessioni Autostradali Lombarde, in carcere da giovedì scorso nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano su presunte gare pilotate e incarichi affidati ai "soliti professionisti", sei dei quali ai domiciliari,  la cui scelta "sarebbe stata condizionata dall'appartenenza" o dalla "vicinanza ad ambienti politico/istituzionali regionali, nonché a varie lobby affaristiche" e dai legami con Comunione e Liberazione, la Compagnia delle Opere e gli "ambienti della presidenza della Regione Lombardia".  Da una rete di "relazioni politico-affaristiche" che per i pm avrebbe agevolato "la commissione dei reati".

 

Abbracci, brindisi e fotografie Si riparte dalla paura di fallire
di Gianninio della Frattina (Il Giornale Milano)

 

«Con Pisapia? Ci siamo stretti la mano e anche abbracciati». A soli quattrocento giorni dall'apertura dei cancelli di Expo e quando la paura di non farcela è ormai ben più che un fantasma, il governatore Roberto Maroni capisce che è il caso di lasciar perdere la guerra. Almeno davanti a fotografi e giornalisti, perché nemmeno lì si può nascondere che con il Comune «ci sono divergenze su alcune cose». Anche se, come è ovvio, «la posizione di fondo è che entrambi vogliamo che Expo sia un successo». Ma il problema è come riuscirci, dopo gli arresti a Infrastrutture lombarde che hanno tolto di mezzo pedine fondamentali come l'ex direttore generale Antonio Rognoni, il capo dell'ufficio gare Pier Paolo Perez (arrestato) e il responsabile del cantiere sulla piastra Expo Alberto Porro, indagato a piede libero.

 

È partita la talpa per gli scavi della metro 4 a Linate
(Corriere Milano)

 

Ha iniziato a scavare questa mattina la talpa che realizzera’ il collegamento M4 fra l’aeroporto di Linate e il quartiere di Milano Lorenteggio. Alla cerimonia, insieme al ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, era presente l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilita’ Maurizio Del Tenno, che ha portato i saluti del presidente Roberto Maroni. Si tratta di una «grande occasione, un’opera importante» l’ha definita Del Tenno, spiegando che chi viaggia nel mondo sa molto bene che le metropolitane negli aeroporti «sono fondamentali e Milano sa che non ne poteva piu’ farne a meno». «Un’opera complessa - ha aggiunto - che, purtroppo, non avremo per Expo a causa di una serie di problematiche». L’assessore ha dunque spiegato che il Cipe non ha ancora pubblicato alcune delibere. Rivolgendosi quindi al ministro Lupi, ha chiesto un aiuto al Governo, affinche’ l’iter autorizzativo per le grandi opere e i grandi interventi venga sgravato da vincoli burocratici. «Il ministro - ha detto Del Tenno - ha fatto non tanto, ma molto di piu’. Stiamo pagando caro e salato il fatto di essere una Lombardia efficiente. Non siamo piu’ disposti a farlo, non vogliamo piu’ vincoli».

 

 

INTERVISTA - PARLA L’AMMINISTRATORE DELEGATO DELL’ENI
«Europa in ordine sparso sull’energia non sarà mai una grande potenza»
(Corriere)

 

Ci sta dicendo che non abbiamo capito la lezione di Obama e dell’America la cui politica estera è rafforzata, da qualche anno a questa parte, dal fatto che sono riusciti a essere indipendenti energeticamente.

 

«L’indipendenza energetica è l’indipendenza. Qualche mese fa, in un articolo che ospitò il Financial Times , dissi che si poteva riassumere la questione energetica europea in uno slogan: o siamo disposti come gli americani ad abbracciare lo Shale gas (estrazione del gas attraverso la frantumazione di rocce, ndr) o saremo costretti ad abbracciare Putin».

 

Carceri, Mauro Palma: «Italia per ora eviterà sanzioni ma è tempo di cambiare»
di Nanni Riccobono (Gli Altri)

 

Mauro Palma, di Antigone, ha presieduto la Commissione ministeriale sul sovraffollamento degli istituti penitenziari italiani istituita dal ministro Cancellieri. Si definisce “vagamente ottimista” sulla possibilità dell’Italia di evitare le sanzioni previste da Strasburgo per la situazione delle patrie galere. Qualcosa – dice – si muove. 

 

Crimea, G8 di Sochi annullato. Lavrov: "Russia esclusa? Non è una tragedia"
(Il Fatto Quotidiano)

 

“I leader del G7 si incontreranno di nuovo a Bruxelles a giugno e non parteciperanno a Sochi“. Il presidente del Consiglio europeo Van Rompuy su Twitter conferma la cancellazione del summit a otto, deciso dai 7 Grandi nel documento finale dell’Aja, dove sono riuniti per un vertice straordinario sulla sicurezza nucleare (presenti leader Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna, Francia, Giappone, Italia e Canada, oltre ai rappresentanti dell’Unione Europea). Fissano anche la loro prossima riunione, prevista a giugno a Bruxelles, e spiegano di sospendere la loro partecipazione finché la Russia “non cambierà percorso”. Un’ipotesi che si era già diffusa nel corso del pomeriggio – riportata dal Wall Street Journal, secondo cui il presidente Usa Barack Obama voleva proporre agli altri Paesi l’esclusione di Mosca dal vertice – e a cui il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov aveva reagito con indifferenza. Per lui, che ha ringraziato i partner dei Brics (Brasile, India, Cina e Sudafrica) per la “comprensione della posizione russa sulla Crimea“, l’esclusione dal summit non sarebbe stata “una tragedia”, perché la Russia “non è aggrappata a quel formato” visto che tutti i principali problemi possono essere discussi in altre sedi internazionali, come il G20. Il G8, aveva aggiunto, è “un club informale, nessuno distribuisce le tessere dell’iscrizione e nessuno può cacciare qualcun altro”.

 

Il fegato di Wall Street
di Christian Rocca (IL - il mensile del Sole 24 ORE)

 

C’è una storia formidabile sfuggita incomprensibilmente alle prime pagine dei giornali italiani occupate da toto nomine, operazioni politiche di Civati e altre cose inutili. La stampa americana invece si è guardata bene dal sottovalutarla perché, nonostante abbia origine e sviluppo italiani, rappresenta l’essenza del sistema capitalistico statunitense che non è la caricatura che ne fa Occupy Wall Street né la truffa alla Wolf of Wall Street, ma la ricerca del profitto come strumento capace anche di generare il benessere generale.
È la storia di una molecola creata in un laboratorio a Perugia, volata in America, salvata dall’estinzione a Milano, quotata al Nasdaq di New York e, improvvisamente, a gennaio, e nel giro di quarantotto ore, accreditata della speranza di curare alcune gravissime malattie epatiche mortali e per questo capace di capitalizzare in Borsa otto miliardi di dollari. Otto miliardi di dollari. Chiamiamolo il fegato di Wall Street.

 

LUNEDÌ 24

Renzi: "Mi interessa consenso famiglie". Taglio stipendi? "È giustizia sociale"
(Il Fatto Quotidiano)

“Tra un mese prenderemo in mano la riforma della pubblica amministrazione per scardinarla completamente. Lì vedremo il derby tra palude e corrente, tra conservazione e innovazione. Sarà durissima, la vera battaglia. Al confronto la ‘strana coppia’ Susanna Camusso – Giorgio Squinzi contro il governo sarà solo un leggero antipasto”. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi – in una intervista al Messaggero - risponde, nemmeno troppo velatamente, alle critiche mosse dal segretario della Cgil durante il Forum di Cernobbio (“Malissimo il decreto sul lavoro”) e dal leader di Confindustria dopo l’incontro tra il presidente del Consiglio e Angela Merkel (“La Cancelliera non ci ha mica accolto a baci e abbracci”). E in serata, intervistato dal Tg1, rincara la dose: “Mi interessa il consenso delle famiglie italiane non quello delle associazioni”. Del resto, spiega Renzi, sono “20 anni” che guardando la tv si vedono Confindustria e sindacati arrabbiarsi. Ce ne faremo una ragione…”. E una ragione se la faranno anche i manager pubblici che, come l’ad di Ferrovie Mauro Moretti, hanno minacciato di andarsene se i loro compensi verranno tagliati: “Resisteranno a parole – spiega Renzi al Tg1 – ma poi ovviamente è naturale che le cose cambino, non è possibile che l’amministratore delegato di una società guadagni 1000 volte in più dell’ultimo operaio, torniamo a un principio di giustizia sociale. Noi non molliamo”.

La beffa del tetto agli assegni d'oro
Funziona solo per Ciucci e Arcuri

di Sergio Rizzo (Corriere)

«Credo sarebbe un bel segnale se si chiedesse ai manager delle società di Stato di rinunciare completamente alla retribuzione fissa e accettare di essere pagati solo in funzione dei risultati di bilancio. Meglio: in funzione dei benefici, reali e misurabili, prodotti per la collettività». Questo proponeva due anni fa, in una lettera a «Repubblica», l’amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri. Erano i giorni in cui infuriavano le polemiche sul tetto agli stipendi fissato dal governo di Mario Monti al livello del presidente della Cassazione e quella provocazione scivolò via come l’acqua sul selciato. Ma Arcuri aveva centrato il problema. Destino ha voluto che fra i manager delle principali società di Stato sia stato praticamente l’unico, insieme al capo dell’Anas Pietro Ciucci, a vedersi ridurre la retribuzione a 302 mila euro.

Eutanasia e democrazia
di Marco Cappato (Il Manifesto)

La proposta di legge di iniziativa popolare frutto della campagna "Eutanasia legale" giace ormai da sei mesi alla Camera dei Deputati. Ma non è l'unica: insieme ad essa sono ben 27 le leggi popolari in attesa di essere discusse dal Parlamento, il quale è di fatto quasi esclusivamente assorbito dall'esame delle leggi di iniziativa governativa.

Finita la pace con Pisapia, ora anche il Pd va all'attacco del governatore
La rasoiata del segretario Bussolati

(Il Giornale Milano)

E adesso anche il Pd va all'attacco di Roberto Maroni. Se servisse un'altra prova che ormai la pace dei Palazzi con il sindaco Giuliano Pisapia è ormai solo un ricordo, ieri è arrivata la rasoiata del segretario metropolitano del Pd Pietro Bussolati. «Sono ormai sei mesi che il presidente Maroni si occupa più di fare opposizione a Pisapia che di gestire una Regione che appare, in tutta evidenza, ancora governata dagli stessi uomini scelti da Roberto Formigoni». Un attacco a gamba tesa che non aiuterà certo le diplomazie già al lavoro per ricucire lo strappo. «Trovo preoccupante - dice Bussolati - che Maroni non lavori per la realizzazione delle opere di Expo al fianco del commissario Sala e del Sindaco Pisapia, né che abbia prodotto alcuna delle riforme promesse in campagna elettorale, riforme che non necessitavano di aiuto da Roma». E conclude dicendo (un po' gratuitamente) che «è grave e irresponsabile che Maroni provi malamente a giocare un ruolo più politico e personale che finalizzato a una proficua collaborazione fra le istituzioni». A fargli eco da Palazzo Marino è il capogruppo del Pd Lamberto Bertolè. Dicendo che il Pd «è a fianco del sindaco Pisapia che ha messo in atto tutte le azioni per lo sblocco delle opere necessarie per Expo nei tempi previsti. Con responsabilità e coraggio il Pd collaborerà con il sindaco per la realizzazione nei tempi di tutte le infrastrutture».

L'iniziativa di Zona 3: «Graffiti, ognuno pulisca la propria casa»
di Federica Cavadini (Corriere Milano)

Prima, in classe, lezioni sul «writing vandalico», poi, armati di rulli e vernice e affiancati da volontari anti graffiti gli studenti cancellano le scritte sulla facciata della scuola. Iniziativa proposta dai ragazzi questa (primo cleaning lo scorso dicembre alle elementari di via Rasori), che prosegue. E mobilitati contro i graffiti, per il decoro, ci sono più gruppi in più zone: giovedì un’altra squadra di studenti sarà in azione in via Bergognone, mentre i boy scout di Sant’Ambrogio andranno a ripulire la via Santa Croce. Adesso però potrebbero scendere in strada anche i grandi, con pennelli e solventi, a ripulirsi la facciata di casa imbrattata dai writer.

Milano, musei civici gratis per tutti dall'8 al 13 aprile 2014 per il Salone del mobile
(Repubblica Milano)

Il Salone del mobile, in calendario alla Fiera di Milano a Rho dall'8 al 13 aprile, offrirà l'ingresso gratuito ai musei civici di Milano. I visitatori del Salone, ma anche i cittadini milanesi e i turisti, potranno entrare gratuitamente al Museo del Novecento, Museo Archeologico, Museo di Storia naturale, Musei del Castello Sforzesco, Palazzo Morando, Acquario civico, Galleria d'arte moderna e Museo del Risorgimento e conoscere le loro importanti collezioni artistiche, scientifiche e naturali. A finanziare il mancato incasso di una settimana di musei è Cosmit con uno stanziamento di 30-40 mila euro.

  

Rapito un italiano in Libia
(Avvenire)

Un italiano è stato rapito in Libia. Si tratta di un tecnico operante nel settore delle costruzioni. Di lui si sono perse le tracce e da quanto riportato dal sito di "Repubblica" si tratta di un rapimento a scopo di estorsione. Il fatto è accaduto a Tobruk, nella parte est della Libia, nella Cirenaica dove sono forti i separatisti e dove il controllo del terrritorio da parte del governo di Tripoli è evanescente. 

Francia, voto per le amministrative
Cresce l'ultradestra, Gauche in calo

(Corriere)

Primo turno delle elezioni amministrative francesi. Secondo i risultati provvisori dello spoglio delle schede la destra avrebbe il 46,54 per cento , la sinistra il 37,74 e l’estrema destra il 4,65. Questi i risultati preliminari comunicati in serata dal ministro degli Interni, Manuel Valls. In un discorso trasmesso in diretta in tv poco dopo la mezzanotte, Manuel Valls ha annunciato che la partecipazione al voto, ferma al 64,13 per cento, è stata in calo del 2,16 per cento rispetto alle ultime elezioni amministrative francesi, che hanno toccato un’affluenza alle urne del 66,54 per cento, nel 2008.

L'exploit di Marine chiama alle armi i nemici della Ue
di Cesare Martinetti (La Stampa)

Per il partito socialista di François Hollande la sconfitta è secca, più forte ancora di quanto non fosse prevista. Ora, va detto che nella tradizione francese le prime elezioni che seguono una vittoria presidenziale (Hollande è stato eletto nel 2012) sono negative per il partito al potere. «vote sanction», si dice, voto sanzione o castigo. È successo a tutti, era largamente previsto anche questa volta tanto più che Hollande ha collezionato una infinita serie di sgradimenti da parte dei francesi. L’ultimo sondaggio lo dava ad appena il 17 per cento, record negativo per un inquilino dell’Eliseo. Ma se possibile il risultato è stato ancora peggiore. Inevitabile una ricaduta del «remaniement» governativo già previsto prima del voto. L’esecutivo guidato da Jean-Marc Airault dovrà cambiare molte facce per apparire nuovo, dal momento che non potrà cambiare di molto la politica, obbligata, come quella di tutti, dalla crisi e dai vincoli.

L'Ucraina, senza Crimea e senza atomica
di Massimo Amorosi (Limes)

Il ministero della Difesa della Russia ha ventilato la possibilità di bloccare le ispezioni dell’arsenale nucleare strategico di Mosca, alimentando l’escalation delle tensioni con Washington nel quadro dell’attuale crisi ucraina.

Se la minaccia avesse seguito, il Cremlino violerebbe i dettami del Nuovo Start, entrato in vigore nel febbraio 2011, che si basa sia sullo Start I sia sullo Strategic offensive reductions treaty (Sort). Il nuovo Start è stato concepito per ridurre le testate strategiche di Stati Uniti e Russia a circa 1/5 di quelle appartenenti alle 2 superpotenze alla fine della Guerra Fredda: se e quando le limitazioni fissate saranno raggiunte - stando alla road map nel 2018 - Mosca e Washington non potranno schierare più di 1.550 testate nucleari strategiche.

Minacce non certo nuove, se si considera che i russi hanno già in passato messo in discussione il rispetto delle disposizioni del Nuovo Start, ma anche del Trattato Inf, che mette al bando i missili balistici e da crociera con base a terra aventi gittate comprese fra 500 e 5.500 km. Il Trattato Inf fu siglato da Reagan e Gorbaciov nel 1987; oggi, mette in serio svantaggio Russia e America rispetto alla Cina, la quale sta potenziando significativamente le proprie capacità riguardo ai vettori a gittata intermedia.

 

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