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Inviato da avatar Giuseppe Argentieri il 18-03-2014 alle 07:43

Merkel a Renzi: "Molto colpita"Il premier: riforme non per Berlino
(Corriere)

La Cancelliera ha parlato di un ampio confronto, nel corso del quale «L’Italia sta lavorando per riempire il bicchiere mezzo vuoto. Renzi mi ha illustrato un programma di riforme molto ambizioso. Gli auguro molta fortuna e coraggio, tutto il bene: si tratta di un cambio strutturale, anche con riforme del mercato del lavoro che porteranno a uno sviluppo positivo». Riguardo ai timori di sforamento dei parametri dell’Ue, Merkel ha aggiunto: «L’Italia rispetterà il “Fiscal compact”, lo so bene. Non c’è la minima ragione di dubitare e mi auguro che le riforme vengano attuate, credo ci siano ottime possibilità», ricordando inoltre come «una riforma del mercato del lavoro» abbia «bisogno di un lungo respiro. Noi abbiamo dovuto aspettare due-tre anni per avere primi risultati».

Cosa può ottenere Renzi in Europa e perché Padoan non è Tremonti
di Claudio Cerasa (Rivista Studio)

La partita più complicata che Matteo Renzi giocherà durante la prima fase della sua esperienza a Palazzo Chigi riguarda un punto delicato che coincide con una domanda molto semplice: ma a parte le risatine, a parte i sorrisini, a parte le strette di mano, a parte le foto all’Eliseo, a parte gli abbracci con la Merkel, il presidente del Consiglio può davvero portare a casa qualcosa in più rispetto a quello che hanno portato a casa negli ultimi anni prima Mario Monti e poi Enrico Letta?

Renzi, Merkel e il rapporto deficit/pil da cambiare
di Andrea Telara (Panorama)

Il premier italiano si presenta dunque in Germania con una promessa: non sono venuto qui a pretendere che chiudiate un occhio sulle rigide regole di bilancio imposte dall'Unione Europea, regole che hanno nella cancelliera tedesca una convinta sostenitrice. Più semplicemente, Renzi illustrerà il proprio programma di riforme, basato su tagli alle tasse capaci di far crescere di un po' i salari e, si spera, anche di far ripartire i consumi e la domanda interna. Nello stesso tempo, però, il presidente del consiglio metterà sul piatto l'ipotesi che il deficit italiano, previsto nel 2014 al 2,6%, venga rivisto un po'  verso l'alto, per avvicinarsi appunto alla soglia dei tre punti percentuali, senza tuttavia sforarla. Il rigore nei conti pubblici , insomma, non verrà abbandonato del tutto ma verrà comunque ammorbidito, nei limiti del possibile. Basteranno questi criteri più blandi a far sì che l'Italia imbocchi la strada di una ripresa sostenuta?

Renzi da Merkel a Berlino
di Stefano Vastano (l'Espresso)

Sentita questa. “Il premier italiano provoca la Merkel con il suo corso anti-risparmio“. E’ il titolo con cui oggi il quotidiano “Die Welt“ apriva le pagine di economia. Nella foto un Renzi assai nervoso sfidava a pugni stretti una Merkel allibita. E già perché, secondo il giornale tedesco, il premier alla guida del Belpaese “vuole fare più debiti e sforare il deficit oltre i limiti di Maastricht“.

Più angosciante ancora il reportage uscito oggi sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung. L’autorevole ‘Faz’ narrava per filo e per segno come e quanto in Italia l’atmosfera sia desolatamente anti-Europa, e decisamente anti-euro. Visto che, per citare il titolo dell’allarmante articolo: “In Italia cresce il nazionalismo“.

Segre, filologia e passione civile
di Corrado Stajano (MicroMega)

Cesare Segre non fu solo un grande filologo, ma anche un intellettuale dotato di una grande passione morale e civile. Passato attraverso le tragedie del Novecento, che lo avevano plasmato, cercò sempre di non rimanere chiuso nelle torri d'avorio.

Matteo Renzi Sweeps Away Italy's Old Guard
di Silvia Marchetti (Newsweek)

Renzi è stato eletto sindaco di Firenze nel 2009, dopo cinque anni come presidente della provincia. I suoi maggiori successi includono: il divieto d'accesso nel centro storico di Firenze per le macchine private, l'installazione di 500 punti Wi-Fi. Ha inoltre dimezzato i consiglieri comunali, e risparmiato molti soldi privando molti lavoratori del settore pubblico delle auto blu. Infine, ha ridotto le liste d'attesa per gli asili del 90%, e investito 51 milioni di euro nell'edilizia scolastica e 25 milioni di euro nel welfare. Ha promosso Firenze come brand, attraendo 8 milioni di turisti all'anno e creando nuovi posti di lavoro.

Renzi potrebbe aver cambiato molte cose a Firenze, ma i problemi dell'Italia sono di un differente ordine di grandezza.

Obama e la crisi in Ucraina: alla ricerca del miglior status quo
di Francesca Baronio (Limes)

Barack Obama ha provato a passare alla storia come il presidente che ha ridimensionato le priorità di politica estera all’interno dell’agenda del presidente degli Stati Uniti.
Leading from behind è stato di fatto il mantra dell’amministrazione, tutta concentrata a riformare la sanità (Obamacare), a smussare le diseguaglianze sociali puntando su scuola e istruzione, a resuscitare l'economia scommettendo sull'industria e l'indipendenza energetica (fracking). Mossa che, oltre ad avere chiari benefici economici, avrebbe dovuto inaugurare una fase più neutra della politica estera, rendendo gli Usa meno ricattabili sullo scacchiere geopolitico mondiale, fino eventualmente a rinunciare al ruolo di poliziotto del mondo che già i sondaggi e la congiuntura economica avevano dato in appannamento. È probabile che Obama non sarà ricordato solo per aver abbandonato l'unilateralismo dell'amministrazione Bush e per aver posto termine all'impegno Usa in Iraq e Afghanistan, ma come il commander-in-chief che ha affrontato uno straordinario numero di crisi internazionali: la primavera araba con tutti i suoi risvolti, la Libia, la Siria, l’Iran e ora l’Ucraina.

Russia Ue, una partita terribilmente seria
di Andrea Lavazza (Avvenire)

Il punto è che capire quanto l’Occidente sia disposto a lasciare “senza risposta” lo strappo di Mosca. Il referendum di domenica è tanto inequivocabile nel risultato quanto illegittimo secondo la Costituzione ucraina e senza dubbio affrettato e condotto sotto una neppure troppo velata minaccia delle truppe russe. Putin farà marcia indietro di fronte a una reazione forte e unanime di Ue e Stati Uniti? Difficile, allo stato delle cose. Certo, se si agirà tramite la leva finanziaria e quella dei visti all’ingresso con misure massicce, costose anche per chi le assume, il Cremlino si troverà in difficoltà sul piano interno, con possibili contraccolpi sulla tenuta politica dell’attualmente inscalfibile potere del presidente e del suo clan. 

Festa in Crimea. E c'è pure Riccardo Fogli
(Vanity Fair)

La Crimea scende in piazza quando i risultati del referendum non sono ancora ufficiali, ma sono talmente schiaccianti da valere più di un annuncio pubblico: in Crimea il 96% dei cittadini residenti della regione ha detto «sì» all’annessione alla Russia.
Le mosse per l'annessione alla Federazione Russa sono già state annunciate da Vladimir Putin, mentre il premier filo-russo della Crimea Serghei Aksyonov, che ha definito il risultato «una decisione storica», ha già scritto su Twitter che «la Crimea chiederà ufficialmente l'annessione già lunedì». Per tutta la notte le due principali città della regione, Sebastopoli e Sinferopoli, sono state assalite dai cittadini in festa, tra bandiere di Mosca, inno nazionale russo, fuochi d'artificio e musica popolare.

Tra gli artisti saliti sul palco uno dei più attesi è sicuramente Riccardo Fogli, da sempre popolarissimo nell'est europeo. «Questa è una grande festa di popolo!», ha detto l’ex Pooh davanti a una distesa di bandiere bianco-rosso-blu e di ritratti di Putin. 

L'impronta delle onde gravitazionali sull'eco del big bang
(Le Scienze)

Un'importante conferma sperimentale dell'esistenza delle onde gravitazionali generatesi nell'universo subito dopo il big bang è stata ottenuta grazie alle osservazioni del telescopio BICEP 2 (Background Imaging of Cosmic Extragalactic Polarization), installato fra i ghiacci antartici presso la Amundsen–Scott South Pole Station.

Analizzando i dati raccolti dal telescopio, i ricercatori hanno infatti potuto effettuare una misurazione dell'impronta lasciata dalle onde gravitazionali sulla radiazione cosmica di fondo, o CMB, vale a dire ciò che resta della “prima luce” dell'universo, formatasi quando, circa 380.000 anni dopo il big bang, il caldissimo e denso plasma che lo costituiva si raffreddò abbastanza da permette la formazione degli atomi di idrogeno, liberando un'immensa quantità di fotoni.

"Per la prima volta si vede un segnale che secondo tutti i modelli teorici proviene da un attimo dopo il big bang: perché è l'effetto dell'inflazione cosmica; si tratta di un segnale piccolo, ma non piccolissimo" aggiunge De Bernardis. "Questo studio in sostanza ci ha detto dov'è il segnale e a quale livello, quindi c'è spazio per ulteriori misure, molto più precise, per esempio con strumenti più grandi o strumenti spaziali."

 

 

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