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Inviato da avatar Giuseppe Argentieri il 14-03-2014 alle 08:09

Renzi: "Se non arrivano i soldi in busta paga sono un buffone"
(Corriere)

«Se il 27 maggio i soldi non arrivano vuol dire che Matteo Renzi è un buffone». Così il premier Matteo Renzi a Porta a Porta sull’impegno a dare mille euro in più in busta paga a fine anno a 10 milioni di persone, tra lavoratori dipendenti e assimilati (cioè i co.co.co). «È una piccola cosa ma non si è mai fatta», ha aggiunto il premier. E, ingenerale, sugli impegni annunciati mercoledì, Renzi ribadisce di essere pronto a far calare la scure sui costi della politica, sui manager e sulla spesa pubblica. Ma non sui pensionati, dice, smentendo il commissario Carlo Cottarelli e annunciando che la spending review traslocherà dal Tesoro sotto la campana della presidenza del Consiglio, così se i tagli non riusciranno sarà «colpa mia».
Con sicurezza, inoltre, il premier torna a garantire che si tornerà al voto solo nel 2018. «Sono convinto - dice - che questa classe politica in Parlamento ha l’ultima chance per dimostrare che può fare le cose». 

Italicum, al voto oggi: chi verrebbe eletto a Montecitorio
(Libero)

Lo scenario più probabile, dunque, dice ballottaggio: se gli italiani votassero oggi per la Camera dovrebbero mettere la parola definitiva sulla questione elettorale con il secondo turno tra le due principali coalizioni. Nella sostanza, lo scontro si riduce a quello tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi (o chi per lui, causa probabile incandidabilità per i guai giudiziari). E come finirebbe, dunque, questa sfida a due? Qui il quadro sembra lievemente più delineato: tutti gli istituti di ricerca sostengono che, ad oggi, vincerebbe Renzi. Le cifre ballano, ma neppure troppo. Per Emg (8-9 marzo) il centrosinistra al ballottaggio arriverebbe al 53,2% contro il 46,8% del centrodestra; Ipr dà il centrosinistra al 53% secco contro il 47% secco del centrodestra. Il distacco oscilla tra i 5 e i 7 punti percentuali.

M5S: Casaleggio, gruppo dissidenti? Non ci spaventa
(ANSA)

"Non ci interessa assolutamente. Possono fare quel che vogliono, è una loro scelta. Noi saremmo in difficoltà se l'opinione pubblica non ci segue e non per un nuovo gruppo". Lo afferma Gianroberto Casaleggio in una intervista esclusiva all'ANSA a proposito dell'eventualità della nascita di un nuovo gruppo degli espulsi dal Movimento al Senato.

L'esempio della Iotti e la morte della meritocrazia
di Vittorio Sgarbi (Il Giornale)

La Consulta corregge una legge sbagliata e indica i due punti di evidente violazione dei diritti dei cittadini: alterare il loro voto per il premio di maggioranza e impedire che si scelgano i parlamentari. Mi sembra evidente che le due correzioni ristabiliscono elementari princìpi di democrazia, anzi la ragione stessa del voto.
La cecità dei novelli costituenti (legge elettorale, eliminazione del Senato) sembra ignorare non solo la sentenza della Consulta, ma l’inevitabile rischio che si pronunci ancora, ristabilendo i princìpi elementari che anche la nuova legge stolidamente contraddice.

Ocse, allarme per la disoccupazione giovanile in Italia al 42,4%
(Italia Oggi)

A destare allarme è il tasso di disoccupazione giovanile che in Italia è salito al 42,4% mentre nell'intera area Ocse a novembre era al 15,7%, salita dal 15,4% di dicembre 2013, ma si mantiene ai massimi storici in diversi paesi dell'Eurozona: Spagna (54,6%), Portogallo (34,7%), Slovacchia (31,3%) e Grecia (59%, dato di novembre). Complessivamente, l’Italia ha quasi il doppio della media dei disoccupati dei paesi avanzati dell’area Ocse.

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Italy's fiscal boost faces tough questions from EU and ECB
di Gavin Jones (Reuters)

È facilmente comprensibile che la Commissione Europea sia meno indulgente nei confronti di Renzi poiché, diversamente dai suoi predecessori, Enrico Letta e Mario Monti, si presenta come un outsider.
La scorsa settimana la Commissione ha inserito l'Italia, uno dei membri fondatori dell'Unione, su una watch list assieme a paesi dell'ex Jugoslavia come Slovenia e Croazia, in considerazione della sua bassa produttività e del suo ingombrante debito.
Inoltre, la Banca Centrale Europa, martedì, ha scritto nel suo comunicato mensile che l'Italia non ha fatto "progressi tangibili" da novembre in direzione di una correzione del deficit e del debito.

La lepre italiana e la tartaruga francese
di Bernard Guetta (Internazionale)

Sabato François Hollande riceverà il nuovo presidente del consiglio italiano Matteo Renzi, un uomo che è allo stesso tempo il suo doppio e il suo opposto. I due politici hanno la stessa visione politica di fondo, ma se Hollande preferisce avanzare lentamente senza inimicarsi nessuno, Renzi è un discepolo dell’attacco immediato.

Rilanciando la crescita attraverso una riduzione della spesa pubblica Renzi ha fatto esattamene ciò che vorrebbe fare Hollande, ma la grande differenza tra i due è che Renzi ha agito immediatamente dopo la sua elezione e ha sentenziato senza mezzi termini che il patto di stabilità europeo è un “patto di stupidità”.

Matteo Renzi fait pleuvoir des milliards sur l'Italie
di Philippe Ridet (Le Monde)

#la svolta buona. Grande fan di Twitter, il Presidente del consiglio italiano, Matteo Renzi, si è detto contento, mercoledì 12, di avervi ritrovato l'hashtag del suo piano di rilancio dell'economia italiana. 

Renzi intenta acabar con la inestabilidad politica en Italia
di Pablo Ordaz (El Pais)

Renzi intende farla finita con l'instabilità politica in Italia, scrive El Pais. E farsi perdonare il peccato originale, compiuto sostituendo il suo compagno di partito, Enrico Letta, al potere. 

Zuckerberg: da Obama poca trasparenza su internet
(La Stampa)

Mentre il mondo diventa sempre più complesso e governi di tutto il mondo sono in difficoltà, la fiducia in internet è oggi più importante che mai.
Internet è il nostro spazio condiviso. Serve per connetterci. Diffonde opportunità. Ci permette di imparare. Ci dà una voce. Ci rende più forti e più sicuri insieme .

Così scrive Mark Zuckerberg in un messaggio su Facebook per esprimere la sua «frustrazione» e il suo pessimismo nei confronti del modo con cui l’amministrazione sta gestendo la rete dopo lo scandalo delle intercettazione dati da parte dell’NSA.

 

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