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Inviato da avatar Mario Sartori il 17-02-2014 alle 18:44

Non sono tra quelli che pensano che sia illegittimo o, peggio, antidemocratico il passaggio da una leadership di governo all’altra. Avrei però preferito che dal PD, ben prima del brusco cambio di premier, arrivassero segnali più chiari sulla svolta che si vuole imprimere in termini di politica economica (“ Fassina, chi??,”..) , ma anche di equità fiscale, riforma della P.A. relazioni con l’Europa, …. e avrei voluto che non solo gli iscritti ma i cittadini potessero avvertire la forza, la necessità e l’urgenza delle nuove scelte e poter  capire da soli la debolezza o la non disponibilità della compagine Letta nel farle proprie.

Se dagli esponenti del Pd che vanno in televisione si sente ripetere solo il mantra “serviva una scossa” lo sconcerto è scontato, perchè il cambiamento viene avvertito come una manovra politica tout court.  Se poi si viene a sapere che le alleanze non cambieranno, la fiducia nella svolta può basarsi solo su tre fattori:

  • un diverso, palese e forte programma riformatore ( l’ho già detto)
  • le capacità del leader
  • più forti alleanze/sinergie extraparlamentari (Confindustria, sindacati, media, leadership europee..) , mentre quelle parlamentari sono fonte più di preoccupazione che di fiducia (se la bilancia andasse verso FI invece che Sel o dissenso M5S per intenderci..)

In definitiva, da guaribile (non inguaribile) ottimista verso il PD, mi aspetto che presto, prestissimo siano chiare e forti le scelte e le ragioni d'interesse pubblico della svolta che il nuovo governo metterà in campo e siano ancora più evidenti per i cittadini i benefici che ne deriveranno in modo che una parte significativa della società italiana si senta mobilitata nel collaborare a conseguirli.

Non dobbiamo nemmeno trascurare un ulteriore elemento negativo che nell'ultimo anno si è drammaticamente consolidato: l'impossibilità di ragionare, di comunicare e di partecipare avendo davanti un orizzonte di medio/lungo periodo. Se ci vogliono anni (e non è detto che ci si riesca) a cambiare una legge elettorale che tutti riconoscono sbagliata e pochi giorni per cambiare governi e leadership si capisce l'origine della sfiducia dilagante.

Annaspare sotto il peso delle emergenze polico/parlamentari di turno,  non è uno stress solo per i parlamentari ma è un danno anche per chi, nella società civile, cerca di cambiare le cose e costruire comunità intorno al cambiamento. Finirà che la politica dipenderà esclusivamente dall'agenda di quei  facitori della comunicazione che vogliono uno shock al giorno! Anche questa piattaforma, nel 'suo piccolo' può essere un battistrada per nuovi percorsi della politica e della partecipazione, ma bisogna che ci siano le condizioni per poter raccogliere le idee e le persone su progetti riconoscibili che molti possano riconoscere come propri.

 

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